La civiltà sumerica

Tra i fiumi Tigri e Eufrate, a partire dal iv millennio, si diffusero una serie di città-Stato di cui le più importanti erano quelle presenti nell’area meridionale della Mesopotamia, grosso modo nell’area dell’attuale Iraq. Queste città erano abitate da un etnia che prese il nome di Sumeri, termine che può tradursi come “popolo dalla testa nera”.

In realtà pare che la definizione del termine Sumeri fu attribuita loro da coloro che li sconfissero, subentrando nel controllo del territorio, gli accadici. La civiltà sumerica fu la prima ad inventare la scrittura con caratteri cuneiformi e quindi a redigere delle cronache, alcune delle quali giunte fino a noi.

Alla civiltà sumerica dobbiamo anche alcune importanti innovazioni: la suddivisione del tempo in sessagesimali, la ruota, l’astronomia e l’astrologia, ma soprattutto la prima organizzazione “moderna” dell’esercito. I Sumeri divisero le loro armate in base alla specializzazione dei combattenti, costituendo reparti di fanteria pesante e di carri da guerra.

La guerra a Sumer si svolgeva tra le città stato, come accadrà qualche secolo dopo in Grecia, per ragioni di confine o di diritto di pascolo. Si trattava di conflitti endemici che in linea di massima cercavano di non coinvolgere i civili per non danneggiare eccessivamente il tessuto economico centrato sull’agricoltura ed il commercio.

La civiltà sumerica si svilupperà dal 4.000 a.e.v. fino alla conquista di quel territorio da parte della popolazione semitica degli Accadi avvenuta intorno al 2300 a.e.v. Nei due millenni precedenti diverse città-Stato riuscirono, periodicamente, a imporre la propria supremazia politica sulle altre. La prima fu Kish, nel 2800 a.C., posta nel Nord di Sumer, seguita dalla più famosa Ur, la cui supremazia giunse nel 2500 a.C.; infine la città di Lagash, le cui dinastie regnanti ebbero ad affermarsi sui loro vicini per un breve periodo, intorno al 2360 a.C.

Le varie città-stato, controllavano un territorio che si estendeva anche al di fuori delle mura, integrando i villaggi circostanti. La popolazione dei villaggi doveva contribuire all’accumulazione degli alimenti cedendo una parte della produzione agricola e fornire mano d’opera (corvée) oltre che militare in caso di bisogno.

Ma il punto più importante delle città era la ziqqurat, una grandissima torre a più piani sulla cui cima si trovava un tempio, che di giorno veniva usato dai sacerdoti per le celebrazioni del culto degli dei, mentre di notte era utilizzato come osservatorio astronomico; la base della ziqqurat era invece utilizzata come magazzino per conservare il cibo e le risorse della città.

L’incapacità dei sumeri di generare un unico impero coeso aprì la porta intorno al 2000 a.e.v. alla loro sottomissione da parte di un bellicoso popolo semita originario della città-Stato di Akkad situata nel nord della città di Kish. Guidati da un leader carismatico, Sargon gli accadici affrontarono il sovrano sumerico Lugalzaggisi, principe di Umma e poi sovrano di Uruk e di tutta la regione di Sumer da lui unita e sottomessa precedentemente.

Nel corso di una battaglia che vide contrapposti 13.500 sumeri contro 5.400 accadici i primi andarono incontro ad una sconfitta disastrosa, lasciando sul campo circa 8.000 uomini. Sargon occupò tutta Sumer e regnò abbastanza a lungo, dal 2334 a 2279 a.e.v. così da potere organizzare amministrativamente il primo impero della storia che si estendeva dal Golfo Persico al mar Mediterraneo.

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