La controversa fusione nucleare fredda

L’annuncio della scoperta della fusione nucleare fredda, una tecnologia avente prospettive potenziali enormi, avvenuta nel 1989, ha provocato un vero e proprio terremoto all’interno della comunità scientifica, la quale la ha accolta con enorme scetticismo e incredulità. Con ordine si cerca qui di capire in che cosa consiste e per quale motivo tuttora la grande maggioranza degli scienziati la ritiene più una “bufala” che una ricerca con solide fondamenta,


Con il termine fusione fredda si intende definire un fenomeno di natura nucleare nel quale si otterrebbe la fusione tra due atomi di isotopi di idrogeno (Deuterio-Deuterio o Deuterio-Trizio) a pressioni e temperature più basse di quelle richieste dalla tradizionale fusione “calda”. Se questa fosse davvero realizzabile porterebbe a una vera e propria rivoluzione energetica ovvero la possibilità di ottenere energia a costi molto più bassi e rendimento di gran lunga superiore a quello di carbone, olio combustibile, petrolio e altri fossili.


Uno dei filoni di studi che tentano di realizzare tale fenomeno in laboratorio sfrutta il cosiddetto metodo del confinamento muonico, il quale si basa sulla scoperta che il muone, particella avente massa pari a 200 volte quella di un elettrone, ha la peculiare caratteristica che, nel disintegrarsi, converte il 99% della sua massa in energia. Per tale particolarità gli scienziati hanno pensato che questo tipo di particella potrebbe fungere da catalizzatore per fare avvicinare nuclei di Deuterio e Trizio, permettendo così la fusione nucleare a temperatura ambiente e relativa pressione atmosferica.

Successive prove sperimentali hanno però sconfessato tale ipotesi, poiché si è rilevato che il muone aveva prestazioni piuttosto basse nel produrre reazioni nucleari
Sul metodo del confinamento chimico, invece, si basarono gli esperimenti degli scienziati che si sono dichiarati autori della scoperta della fusione fredda, ovvero i professori dell’Università dello Utah Martin Fleischmann e Stanley Pons. Questi, sfruttando la proprietà del Palladio di assorbire grandi quantità di Idrogeno e dei suoi isotopi, crearono una cella elettronica, costituita da una soluzione di acqua pesante (acqua col Deuterio al posto dell’Idrogeno), in cui erano immersi due elettrodi, di cui quello negativo (catodo) costituito dal Palladio e quello positivo (anodo) dal Platino.

Dopo aver alimentato la cella con energia elettrica dall’esterno, i due scienziati rilevarono che era stata prodotta energia di quantità quattro volte maggiore di quella in ingresso, e da tale dato conclusero di aver ottenuto una reazione nucleare a temperature bassissime.


All’entusiasmo iniziale per quella che era ritenuta una scoperta sensazionale, però, seguirono molto presto perplessità e confutazioni. L’esperimento di Fleischmann e Pons venne, infatti, riprodotto in vari laboratori senza che si ottenessero conferme del fenomeno in termini di riproducibilità e ciò ha prodotto nella comunità scientifica un senso di scetticismo e ha diffuso l’opinione che i suoi risultati fossero frutto di nient’altro che errori di misurazione o fossero dovuti a fenomeni di natura chimica, e non nucleare. Ha persino preso piede l’idea che si trattasse di una frode e che i due professori fossero, in realtà, pseudo scienziati.

Il risultato di tutto ciò fu che si perse la speranza di riuscire davvero a ottenere la fusione fredda in laboratorio, tanto che negli anni 90 ricerche in tal senso furono condotte solo in maniera molto sporadica.
Nel 2011, però, in Italia, i professori Andrea Rossi e Sergio Focardi, provarono di nuovo a riprodurre il miracolo dell’Università dello Utah e misero a punto l’Energy Catalyzer (E-Cat). Questo è composto da Nichel e Idrogeno: il primo cattura i protoni del secondo, diventando così Rame, il cui nucleo, trovandosi in livelli nucleari eccitati, fa decadere il suo protone, cedendo in tal modo energia al mezzo e innescando processi a catena che, di norma, richiederebbero una temperatura elevatissima per avvenire.


Tale scoperta sembrava far ben sperare: analizzando la macchina in azione, infatti, si è rilevato come essa fosse in grado di produrre un’energia 30 volte superiore a quella impiegata per attivarla. Ma anche qui i dubbi non tardarono a arrivare: l’esperimento si è rivelato non sempre riproducibile (di nuovo!) e, inoltre, il fatto che il numero basso di particelle nucleari emesse nel procedimento fosse troppo basso ha fatto credere che non si trattasse di una vera fusione nucleare.


Col passare del tempo aumentano più i dubbi che le certezze al tema. Infatti non appena giunge qualche voce che afferma di essere riuscito a produrre questa controversa fusione fredda, non si riesce a riprodurre l’esperimento o non si capisce se si possa trattare di un fenomeno di natura nucleare. E’ la comunità scientifica a non volersi sbilanciare troppo o davvero la possibilità di produrre energia pulita dalle reazioni nucleari è ancora una prospettiva molto lontana?

Fonti:
www.energoclub.org
www.tuttogreen.it
www.greenme.it

6 commenti

  1. Chiarissima divulgazione scientifica che dimostra padronanza dell(argomento. Bravo.

  2. Si bello, sicuramente la fusione fredda è possibile… ma non penso che chi comanda acconsenta a tale scoperta.
    …. comunque provate ad aggiungere L uso della radionica ai vostri intrugli

  3. Lodevole la voglia di sapere e approfondire ma ci sono delle cose un po’ inesatte o meglio incomplete, sono disponibile a passarle delle informazioni più accurate o comunque per quelle eventualmente mancanti. Mi gratifica sapere che ci sono persone che hanno questa linea della ricerca del sapere complimenti veramente e grazie.

    1. Author

      Ti ringrazio Diego.. purtroppo sintetizzare argomenti così complessi non è facile.. comunque mi farebbe molto piacere approfondire.. grazie ancora

      1. A prescindere dal mio commento, mi raccomando continui sulla strada della ricerca della verità, detto questo mi farebbe piacere scambiare della documentazione al riguardo, non sò se ha la possibilità di contattarmi in privato per organizzarci sullo scambio anche di idee, attendo sue news, grazie.

        1. Author

          Salve,
          si mi piacerebbe volentieri.. non so se lei è sui social.. basta che cerchi Giovanni Ieracà e mi trova

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