Il complotto QAnon

Può una teoria complottista fra le più assurde ed improbabili acquisire una vasta platea di sostenitori e ottenere perfino l’ammiccante e talvolta esplicito appoggio del Presidente americano Donald Trump? La risposta desolante è si.

Tutto inizia il 28 ottobre 2017 su un forum frequentato da estremisti di destra americani 4chan dove iniziano ad apparire strani messaggi firmati con la lettera Q. «Il futuro prova il passato»; «Impara a leggere la mappa»; «Il Padrino» o, più difficili da decifrare: «Dnc -> (Sr 187) (Ms-13) -> Dws». Anche il numero 17 sembra ricorrere spesso.

I messaggi nella loro totale casualità e cripticità possono sembrare frammenti di un codice segreto ed è così, perlomeno, che lo interpretano un gruppo di utenti che inizia a raccoglierli e catalogarli. Chiamano questi messaggi “briciole” e loro si definiscono “fornai”.

I fornai creano un impasto coerente da questo insieme scombinato di messaggi ed i media di destra iniziano a dare risalto a questo fenomeno che viene etichettato come QAnon, da anonimo. Questa narrazione delirante ha pure un titolo “La Tempesta”, tratta da una frase pronunciata da Donald Trump ad un discorso tenuto per le Forze Armate Usa il 6 ottobre 2017.
La frase “Questa è la quiete prima della tempesta” probabilmente è riferita ai nemici del momento Corea del Nord ed Iran ma per i “fornai” è un avvertimento verso il pericolo costituito dalla cabal, una consorteria con tratti di esoterica malignità.

Secondo QAnon un folto gruppo di democratici ma anche una pattuglia di repubblicani ostili a Trump controlla da decenni il governo americano e gestisce e protegge una vastissima rete di pedofili. Della cabal fanno parte Bill e Hillary Clinton, Barack e Michelle Obama, il senatore John McCain, diverse celebrità di Hollywood – tra cui Tom Hanks – , l’artista Marina Abramovic e naturalmente l’immancabile George Soros.

Durante gli incontri segreti della cabal si svolgerebbero violenze sui minori, rituali di vampirismo e addirittura cannibalismo. Il 9 luglio 2016 Hillary Clinton avrebbe partecipato, a casa di Marina Abramovic, a una cena satanica con riti a base di latte umano, sperma, sangue mestruale e sangue di maiale. Secondo i cultori di questa farneticante cospirazione Trump è l’eroe buono, fatto eleggere dai militari per porre fine a questo scempio immorale e liberare il popolo americano dalla segreta oppressione della cabal.

La Tempesta non è altro che il momento nel quale Trump smantellerà la rete di pedofili imprigionandone i membri a Guantanamo. Secondo QAnon già 25.000 ordini di cattura (per lo più di democratici) sono pronti per essere eseguiti. Ma chi sarebbe il misterioso Q autore delle briciole che ha disvelato all’America questa odioso congiura? Si tratterebbe di un dirigente di altissimo livello o di un super agente segreto il cui compito è quello di preparare la parte sana dell’opinione pubblica alla Tempesta in arrivo.

Intanto durante i comizi di Trump iniziano a presentarsi molti fan con cartelli con su scritto Q oppure con magliette su cui appare la frase “Noi siamo Q”.

A questa crescente moltitudine di fanatici non passa per la mente che la mossa di Trump e del suo “agente” Q di rendere pubblica la cospirazione non sembra molto intelligente se si vuole debellare una cricca che da anni tiene in mano, in modo occulto, le leve del potere americano.

L’attesa della Tempesta si fa frenetica, secondo i “fornai” è ormai questione di giorni se non di ore. Ma non succede niente, tranne che l’intera comunità di QAnon si trasferisce da 4chan ad un’altra piattaforma 8chan, dove non esistono regole e moderazione di alcun tipo e dove si trova abbondante pornografica infantile. L’ironia della situazione è stridente ed evidente a tutti tranne agli estremisti sostenitori di Trump.

Un uomo di 30 anni armato in Nevada occupa con un furgone il ponte della diga di Hoover inveendo contro Trump che ancora non ha fatto quello che deve. Viene arrestato. In Arizona, una milizia di estremisti di destra armati e seguaci di QAnon perlustra i dintorni dell’interstatale 19, al confine con il Messico, alla ricerca dei “campi di pedofili”.

La polizia perlustra il campo occupato dalla milizia armata non trova ovviamente niente ed il loro capo finisce agli arresti per violazione della proprietà privata. Poco dopo a finire in manette è Forrest Clark, da qualche mese seguace di QAnon, che aveva annunciato sui social che avrebbe dato alle fiamme luoghi ritenuti sospetti a Orange County, in California. Appicca per davvero quello che chiama il “fuoco sacro” ed ettari di boschi finiscono distrutti.

Trump intanto continua ad ammiccare verso questi complottisti sia con tweet dove inserisce senza alcuna logica il numero 17 sia ricevendo alla Casa Bianca Lionel Lebron, un conduttore radiofonico sostenitore di QAnon.

Intanto visto che l’attesa dell’agognato repulisti dei democratici pedofili tarda a venire, viene fatta filtrare l’identità del famigerato Q. Nel 2018 viene dato in pasto all’opinione pubblica il nome tanto atteso: John F. Kennedy jr. Si avete capito bene proprio il figlio di JFK. Peccato che “John John” come veniva chiamato dalla sua famiglia fosse morto il 16 luglio 1999 in un incidente aereo.

Questo piccolo particolare però è risibile per ogni cospirazione che si rispetti, John Kennedy jr. ha solo simulato la sua morte ed è rimasto nascosto per vent’anni a Pittsburgh perché il deep state (lo Stato nello Stato) lo voleva morto, proprio come aveva voluto morto suo padre. Lui si era alleato con il suo buon amico Trump per sconfiggere la cabal che opprime l’America.

Intanto la piattaforma 8chan, che ospitava i criptici messaggi di “Q”, viene chiusa dopo che un suprematista bianco aveva annunciato sul forum la sparatoria che si sarebbe trasformata nel massacro di El Paso del 3 agosto 2019, dove hanno perso la vita 22 persone.

Ma come può una teoria del complotto così folle e priva della minima base probatoria trovare un così ampio riscontro in una parte dell’opinione pubblica. Certo i media ultra conservatori statunitensi hanno giocato un ruolo fondamentale nella diffusione di questa bufala al quadrato.

La ragione del successo è però come spesso accade di natura economica visto che tutto nasce da tre persone, due moderatori di un forum su 4chan e una youtuber, che decidono di alimentare la bufala per crearsi un seguito a cui chiedere donazioni e a cui vendere merchandising, come Brandy Zadrozny e Ben Collins hanno ricostruito per NBC News20.

Dal punto di vista psicologico poi un ruolo fondamentale lo gioca la dissonanza cognitiva. Questa situazione psicologica si manifesta quando  credenze, nozioni, opinioni esplicitate contemporaneamente nel soggetto in relazione ad un tema si trovano in contrasto funzionale tra loro.

QAnon aiuterebbe a ridurre la dissonanza cognitiva causata dal divario fra Trump come lo immaginano i suoi fedeli seguaci e Trump com’è nella realtà. Insomma shakeriamo soldi, dissonanza cognitiva ed eco mediatico e nessuna teoria complottista per quanto raffazzonata ed assurda non troverà la sua base di seguaci pronti a tutto pur di credere nella sua esistenza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.