Non basta dire innovazione tecnologica….

La logica vorrebbe che quando un’innovazione tecnologica viene scoperta o messa a punto sia immediatamente recepita dalla società per sfruttarne i vantaggi economici, sociali od anche semplicemente prestazionali. La cosa non è affatto scontata.

Numerosi sono i casi nei quali gli Stati hanno respinto o ritardato lungamente l’introduzione di nuove e più vantaggiose tecnologie. Tra i piú celebri abbiamo il rifiuto del Congresso americano di finanziare le ricerche sul trasporto supersonico, la riluttanza degli inglesi ad adottare l’illuminazione elettrica delle strade, e l’ostinazione con cui il mondo rifiuta una tastiera progettata in modo irrazionale.

A quali condizioni deve sottostare una nuova tecnologia per non incorrere nel rischio di essere respinta o messa in stand by? I fattori in gioco sono almeno quattro. Il primo e più scontato è il vantaggio economico rispetto alla situazione preesistente. Nell’antico Messico furono inventati veicoli con ruote ed assali ma di fatto non furono mai utilizzati se non in contesti marginali o dimostrativi. La ragione era molto semplice quella società non aveva animali adatti ad essere attaccati a veicoli dotati di ruote e quindi non c’era alcun concreto ed apprezzabile vantaggio rispetto all’utilizzo di portatori umani.

Il secondo fattore è il prestigio connesso alla nuova tecnologia che può far decadere anche la valutazione del vantaggio economico. Anche ai giorni nostri milioni di consumatori acquistano costosi jeans “griffati” al doppio ed anche al triplo del prezzo di un modello altrettanto valido ma privo dell’etichetta di marca che assicura un maggiore status symbol.

Un altro fattore è la compatibilità con gli interessi già acquisiti. Questo elemento è il caso delle tastiere QWERTY cosí dette perché queste sono le prime sei lettere da sinistra della prima fila. Queste tastiere furono ideate nel 1873 per essere volutamente irrazionali. Le tastiere QWERTY sono progettate appositamente per rallentare il lavoro di chi la usa, perché ad esempio le lettere piú comuni sono distanti fra loro e concentrate sul lato sinistro.

Questa apparente follia era stata concepita per ovviare ad un difetto dell’epoca della macchine per scrivere: quei rudimentali modelli infatti si bloccavano se due tasti adiacenti erano battuti in rapida successione. Concependo una tastiera “sbagliata” questo inconveniente si riduceva enormemente a scapito dell’ergonomia e della velocità di scrittura.

Quando il progresso tecnico fece sparire il problema, si poté progettare una tastiera piú efficiente; nel 1932 ne fu presentata una che raddoppiava la velocità e abbatteva del 95 per cento la fatica. Ma le QWERTY erano ormai talmente diffuse e gli interessi di milioni e milioni di dattilografi, insegnanti, fabbricanti di macchine per scrivere e di computer talmente forti, da sopravvivere fino ai giorni nostri.

Il caso della tastiera QWERTY non è l’unico esempio della forza ostativa di interessi precostituiti. Il Giappone ha dominato per decenni la tecnologia dei transistor, nonostante fosse stata inventata negli Stati Uniti, perché la Sony acquistò il brevetto dalla Western Electric, in un momento in cui le industrie americane stavano sfornando modelli basati sui tubi a vuoto, e non volevano concorrenza interna.

Lo stesso accadde in Gran Bretagna con l’introduzione tardiva dell’elettricità nell’illuminazione stradale, rispetto a paesi come gli USA e la Germania, perché ancora negli anni Venti dello scorso secolo i governi locali britannici avevano investito pesantemente sul gas e si resero protagonisti di un duro ostruzionismo verso le compagnie elettriche.

Infine il quarto fattore necessario per l’accettazione delle nuove tecnologie è la facilità con cui si possono constatare i loro vantaggi. Nel 1340 le armi da fuoco erano ancora pressocché assenti da gran parte dell’Europa. I duchi inglesi di Derby e di Salisbury furono spettatori della battaglia di Tarifa, durante la quale gli arabi usarono i cannoni contro gli spagnoli. Entusiasti per gli effetti devastanti della nuova arma, i due nobiluomini, tornati in patria, ne importarono alcuni esemplari e perorarono la costruzione della prima artiglieria britannica. Sei anni dopo durante la vittoriosa battaglia di Crecy la nuova tecnologia bellica faceva il suo vittorioso esordio su un campo di battaglia europeo.

In conclusione non è sufficiente inventare una tecnologia se non soddisfiamo le ragioni che succintamente abbiamo esposto; la società potrebbe rifiutarle o procrastinare anche per lungo tempo la sua introduzione..

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