Hanna Aysclough Newton era in ansia per suo marito Isaac Newton. Un’ansia ingigantita dalla gravidanza che portava in grembo. Suo marito aveva raggiunto a Nottingham, che distava una cinquantina di km da Woolsthorpe la cittadina nella quale abitavano i Newton, le truppe lealiste di Re Carlo I Stuart, scacciato da una folla inferocita da Londra.

La guerra civile che era in corso tra il Re ed il Parlamento intendeva stabilire una volta per tutte se anche il potere del sovrano dovesse sottostare alla legge del popolo o se invece per il fatto che fino ad allora l’investitura avveniva per volontà divina il Re non doveva conoscere limiti al suo potere. Il Parlamento inglese criticava il sovrano per la sua intransigenza religiosa che aveva costretto i Padri Pellegrini ad emigrare verso l’inospitale Nuovo Mondo e per aver imposto tasse intollerabili in dispregio della volontà parlamentare. Per tutta risposta il sovrano era fuggito a Nottingham dove aveva organizzato il suo esercito per marciare poi verso Londra.

Il 23 ottobre 1642 avvenne, nei pressi della cittadina di Edgehill, il primo scontro armato tra i due eserciti. La battaglia non ebbe vincitori ma lasciò sul campo 5000 morti. Uno di questi era Isaac Newton, trentaseienne proprietario terriero, che aveva sposato nella primavera di quell’anno Hanna, mettendola dopo poco incinta.

Alla morte del marito la giovane donna era al sesto mese di gravidanza. L’unica cosa che parzialmente consolava la vedova era la credenza popolare che i bambini che nascevano dopo la morte di uno dei genitori possedessero particolari capacità taumaturgiche.

Questa convinzione si rafforzò vieppiù quando venne alla luce un maschietto proprio il 25 dicembre, giorno di Natale. Al bambino nato prematuro fu messo il nome del padre: Isaac. Nei primi anni di vita il piccolo Isaac era così debole da dover indossare un collare per tener dritta la testa.

Due anni dopo avviene un fatto che costituirà le radici della futura frattura tra Newton e sua madre. Hanna conosce un sessantenne reverendo di una cittadina poco distante da Woolsthorpe che la chiede in sposa. Acquisito il parere favorevole del fratello, il reverendo William Aysclough, Hanna accetta, si sposa e va a vivere nella casa del neo sposo, lasciando Isaac alle cure della madre.

La nonna farà del suo meglio per allevare il piccolo Isaac mentre la guerra civile infuria nel paese e Woolsthorpe è ormai spopolata da adulti maschi quasi tutti arruolati o morti. Nel 1649 il gracile ed introverso Isaac inizia il suo percorso scolastico. Ed è durante quell’anno che il bambino apprende che le forze del Parlamento guidate da Oliver Cromwell hanno sconfitto l’esercito del Re, catturato Carlo I ed eseguita la pena capitale attraverso la sua decapitazione.

In quegli anni Isaac sviluppa un buon rapporto con lo zio, il fratello della madre, il reverendo Aysclough, un fervente anglicano, uno studioso che passa molto tempo della sua giornata in biblioteca. Ed è sempre in questi anni che il giovane Newton impara a concentrarsi sull’ambiente circostante, entrando in sintonia con la natura per cercare di carpirne i segreti.

Nel 1649 la madre di Isaac rimasta vedova anche del nuovo marito torna a Woolsthorpe con tre bambini avuti dal secondo marito. Il piccolo Isaac maturerà un profondo risentimento nei confronti della madre per la presenza di quei bambini che lo relegheranno ancora una volta nelle attenzioni e negli affetti di Hanna. A nulla valgono le giustificazioni della madre che cercò di spiegare al figlio che si era risposata esclusivamente per ragioni economiche.

All’età di dodici anni venne il momento per il giovane Newton di frequentare le scuole superiori a Grantham, una cittadina distante una dozzina di chilometri dalla sua residenza. Troppi per andare avanti ed indietro in giornata, per questo Hanna aveva preso accordo con i Clarke, vecchi amici dei Newton, per far alloggiare Isaac da loro.

Così Isaac si trovò a vivere con una famiglia composta dal signor Clarke, il farmacista di Grantham, sua moglie la signora Storer-Clarke ed i suoi 4 figli avuti da un precedente matrimonio tra cui un ragazzotto aggressivo Arthur che bullizzerà l’esile ed introverso Isaac e Katherine, una ragazzina dolce ed affabile che probabilmente fu l’unica relazione sentimentale che Newton ebbe in tutta la sua vita.

I Clarke avevano una casa stracolma di libri e spesso invitavano a cena o per il tè persone di cultura che animavano discussioni che Isaac trovava più attraenti di qualunque altra attività tipica di un ragazzino della sua età. Per la prima volta nella sua vita Isaac sperimentò cosa voleva dire vivere in una famiglia “normale”. In questo periodo il rendimento scolastico di Newton non fu particolarmente brillante, forse distratto dalla nuova esperienza con la famiglia Clarke e dall’affettuosa amicizia con Katherine.

 Alla fine del 1658, la madre lo costrinse a abbandonare gli studi e lo richiamò a casa per accudire i campi e dargli una mano nella gestione della tenuta. Questa prevaricazione che non tenne conto dell’opposizione del fratello e degli insegnanti di Grantham non fece altro che ingigantire l’odio che Isaac provava per la madre. Un odio che si placherà soltanto anni dopo quando Isaac tornerà a casa per assistere la madre moribonda. Il diciassettenne Newton si rivelò però un pessimo e sbadato agricoltore, tanto che la madre fu multata in un’occasione perché i maiali dei Newton sotto la responsabilità di Isaac avevano sconfinato nei campi di un vicino distruggendo un intero orto.

La madre a questo punto si arrese e Isaac potè ritornare dai Clarke concludendo con un rinnovato impegno e con brillanti risultati gli studi superiori in soli nove mesi. Sostenuto dal reverendo Aysclough, lo zio e dal signor Strokes, il suo insegnante, il giovane Newton nel 1861 fu ammesso al Trinity College di Cambridge.

La strada della ricerca scientifica per quello che sarebbe diventato uno dei più grandi geni dell’umanità era ormai tracciata e spalancata.

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