A Brescia isolato un ceppo di Sars-Cov-2 meno potente

La scoperta è stata fatta a Brescia nel laboratorio di Microbiologia dell’Asst Spedali Civili, diretto dal presidente della Società italiana di virologia (Siv-Isv) Arnaldo Caruso, in attesa di pubblicazione, è stata anticipata ai mezzi di informazione per “lanciare un segno di speranza” come ha detto lo stesso Caruso.

Come è avvenuta questa scoperta?

In questi giorni il laboratorio di Microbiologia diretto dal dott. Caruso, un po’ come in tutta Italia, registrava nei tamponi oro-faringei una carica virale molto attenuata rispetto alla circolazione virale di marzo ed aprile. Segno di un’attenuazione dell’epidemia per altro confortata dai numeri snocciolati ogni sera dalla Protezione Civile.

Poi improvvisamente il laboratorio di Brescia ha analizzato un tampone in contro tendenza con una carica virale molto alta e cosa ancora più sorprendente la persona a cui era stato effettuato era del tutto asintomatica. Isolando il virus l’equipe del dott. Caruso si è resa conto immediatamente che si trattava di un virus più debole dei precedenti.

Mettendo in contatto il nuovo ceppo con cellule sane questi non soltanto faticava ad ucciderle tutte ma aveva bisogno di almeno 6 giorni prima di iniziare ad attaccarle contro le 48-72 ore del ceppo originario. E’ bene chiarire subito. come confermato dallo stesso Caruso, che non esistono al momento dati sull’effettiva circolazione di questo virus (e nel caso quanto essa sia consistente) né se esso sia geneticamente diverso dagli altri.

E’ però abbastanza certo che qualcosa di nuovo sta accadendo e che un virus di questa natura possa essere il candidato più probabile quando pensiamo alla naturale evoluzione di un agente patogeno che non ha “interesse” ad uccidere o provocare danni gravissimi al suo ospite, pena una maggiore difficoltà di riproduzione ed in ultima istanza di sopravvivenza.

Come raccomando lo stesso Caruso questa scoperta su cui è necessario lavorare ulteriormente non deve far abbassare la guardia e le misure di distanziamento sociale, l’uso corretto della mascherina e l’igiene accurata e frequente delle mani non soltanto non devono essere abbandonata ma neppure declinate in modo più permissivo.

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