La grande burla della Luna

Il vero “complotto” lunare, con grande scorno delle decine di siti complottisti sparsi per il web, non è quello che riguarda l’autenticità dell’allunaggio avvenuto nel 1969 ma un incredibile fatto accaduto quasi 200 anni fa.

Siamo nel 1835. Esattamente il 25 di agosto, quando il Sun, il primo quotidiano di New York ad inaugurare il giornale in vendita ad un penny pubblica il primo di una serie di articoli (saranno sei in tutto) nel quale annuncia una scoperta strabiliante: c’è vita sulla Luna!

E non si tratta di vita “insignificante” insetti o piccoli animali ma una specie piuttosto grossa e senziente, gli “uomini pipistrello” o come verranno battezzati in gergo pseudo scientifico: Homo vespertillo. Questi esseri non si limitano a svolazzare per i cieli del nostro satellite ma costruiscono templi e piramidi e la Luna sarebbe ammantata da foreste, mari e sconfinate pianure su cui vagano sterminate mandrie di animali che somigliano tanto ai nostri bisonti. L’articolo anonimo attribuisce questa e molte altre mirabolanti scoperte all’inglese John Frederick William Herschel (Slough, 7 marzo1792 – Collingwood, 11 maggio1871),   il più famoso astronomo del tempo che durante un suo soggiorno in Africa avrebbe costruito un grande telescopio che gli avrebbe permesso di risolvere la maggior parte dei segreti del cosmo e soprattutto scoprire una vita aliena evoluta sul nostro satellite.

L’articolo era infarcito delle altre presunte scoperte fatte da Herschel prima che il telescopio andasse distrutto per mezzo del sole, a causa dell’obiettivo che avrebbe agito come specchio ustorio, appiccando il fuoco all’osservatorio dell’astronomo. I fatti nell’articolo venivano narrati da un certo dottor Andrew Grant, che descrive se stesso come il compagno di viaggio e amanuense di sir John Herschel.

L’articolo scatena un incredibile curiosità nei lettori, il giorno dopo, il 26 agosto 1835 la tiratura del Sun raggiunge le 19.000 copie, una diffusione che era la più grande mai registrata da qualsiasi giornale edito sull’intero pianeta. I proprietari del giornale, vista l’alta richiesta, ripubblicarono in seguito gli articoli in forma di pamphlet con la tiratura di 60 000 copie, che andarono esaurite in meno di un mese.

Il successo di queste pubblicazioni e della notizia clamorosa che annunciava non si limiterà agli Stati Uniti. Gli articoli verranno tradotti e pubblicati in diversi altri paesi, compresa l’Italia dove arrivò nel 1936. L’opuscolo tradotto dal francese si intitolava  Delle scoperte fatte nella luna del dottor Giovanni Herschel; è fu successivamente ripubblicato anche col titolo Nuove scoperte lunari.

Il clamore della vicenda arrivò quindi anche alle orecchie del buon Herschel che rimase inorridito vedendosi coinvolto in un’operazione del tutto estranea ad ogni processo seriamente scientifico. Herschel che insieme al padre aveva contribuito a fondare la Royal Astronomical Society, ricoprendo anche la carica di Presidente in più riprese, fece di tutto per tutelare la sua reputazione di scienziato. L’intera vicenda non era stata altro che un’operazione di marketing con l’unico scopo di incrementare le vendite del Sun.

Quasi 25 anni dopo la prima pubblicazione, nel 1859, gli articoli vennero ripubblicati in un libro intitolato Moon Hoax (“la burla della luna”), edito da W. Gowans a New York e firmato da Richard Adams Locke, colui che viene ritenuto (anche se lui non lo ammise mai) il vero autore degli articoli del Sun e dei libri che ne scaturirono, opere che passarono da altisonanti rivelazioni scientifiche a racconti di fantascienza nel corso di diversi anni.

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