Gli effetti dei bombardamenti alleati sulla Germania

Con il declinare della potenza della Luftwaffe e l’entrata in guerra degli Stati Uniti a fianco della Gran Bretagna, il Reich tedesco fu sottoposto ad un’interminabile ed indiscriminata serie di bombardamenti alleati particolarmente intensi dal 1943 fino alla conclusione del conflitto. Il punto debole dell’offensiva dei bombardieri alleati fu l’intelligence, che la trasformò per usare le disincantate parole di Churchill da “stocco a mazza”.

ULTRA non riuscì ad intercettare che una minima parte delle informazioni sull’industria tedesca perché questi messaggi correvano sul filo del telefono o per carta piuttosto che trasmesse per radio. Questo comunque non modificò minimamente gli intendimenti di Sir Arthur Harris, soprannominato Harris il bombardiere, il comandante  in capo del Bomber Command della Royal Air Force tra il febbraio 1942 e il settembre 1946. Egli si impegnò fino all’ultimo giorno di guerra nella strategia di distruggere le città tedesche per fiaccare il morale interno del Reich e spingere così i nazisti alla resa.

Diversamente gli americani almeno formalmente adottavano la strategia dei bombardamenti di precisione che costò all’Ottava forza aerea USA perdite terribili. In realtà anche i “bombardamenti di precisione” americani produssero devastazioni terribili sulle città tedesche e migliaia di vittime tra i civili. Forse l’unico momento in cui la strategia di Harris andò vicina a compiersi con un successo definitivo fu nella battaglia della Ruhr che cominciò il 5 marzo 1943 con un’incursione su Essen e che danneggiò pesantemente la produzione di acciaio e carbone tedesca. Harris però basandosi su alcune fotografie che mostravano numerosi edifici abbattuti o sventrati concluse affrettatamente di aver raggiunto tutti gli obiettivi e cessò i bombardamenti nella regione dando modo ai tedeschi di riprendere la produzione di queste materie prime essenziali allo sforzo bellico.

Harris spostò le operazioni prima su Amburgo e poi su Berlino. La capitale del Reich era al limite dell’autonomia operativa dei bombardieri alleati e questi subirono perdite ingenti fino ad arrivare per ogni missione ad una perdita, inaccettabile, del 5% dei velivoli utilizzati.

Il 7 dicembre del 1943 Harris scrisse a Churchill che se avesse potuto effettuare 15.000 missioni dei Lancaster sulle città tedesche il regime nazista sarebbe crollato entro il 1 aprile del 1944. Harris completò gran parte di queste 15.000 missioni entro quella data ma le sue previsioni si rivelarono completamente errate, screditandolo presso il Primo Ministro ed il Capo di Stato Maggiore delle forze aeree Portal. La Germania resisterà per un altro anno nonostante le rassicurazioni di Harris, il bombardiere.

I cittadini tedeschi comunque soffrirono moltissimo per questi selvaggi e spesso indiscriminati bombardamenti, molto di più delle sofferenze imposte ai civili dalla Luftwaffe sui cieli della Gran Bretagna fino al 1941. Mentre i bombardamenti si intensificavano e il morale precipitava, l’oppressione e la coercizione furono impiegate con la massima crudeltà per sostenere il regime nazista in crisi verticale di consensi.

Nel 1943 i tribunali condannarono a morte un centinaio di persone alla settimana per disfattismo o sabotaggio. Per mantenere costante la produzione le industrie aeronautiche adottarono la settimana lavorativa di 72 ore. La produzione industriale fu sostenuta soltanto con il crudele e spietato sfruttamento della manodopera dei prigionieri, Fu però l’intervento massiccio dell’USAAF nel 1944 ad infliggere le perdite e le devastazioni maggiori sulla Germania. L’irruzione di caccia a lungo raggio come i Mustang in grado di scortare le “fortezze volanti” ed i Liberator inflisse un colpo mortale alla Germania nazista. A marzo del 1944 fu distrutta la metà della forza aerea tedesca ed a maggio ne fu eliminato un altro 50%, nonostante questo la produzione tedesca rimase sorprendentemente elevata, fino a settembre del 1944 furono consegnati 3358 aerei di ogni tipo di cui 2900 caccia. Se gli aerei abbattuti potevano essere in buona parte rimpiazzati (anche se rimaneva un enorme divario con le forze aeree alleate) il vero punto critico era l’addestramento di nuovi piloti. Le risorse umane capaci ed esperte infatti non erano più facilmente rimpiazzabili.
L’onda d’urto dei bombardamenti alleati si era notevolmente innalzata se nel 1943 circa 1000 aerei sganciavano 4000 tonnellate di bombe, a luglio del 1944 gli Alleati schieravano contro la Germania 5.250 aerei di ogni tipo in grado di sganciare 20.000 tonnellate di bombe.

Gli attacchi aerei alleati colpirono con intensità diverse ben 158 città tedesche. Nel centro siderurgico di Essen l’allarme aereo scattò ben 635 volte tra il settembre del 1939 ed il dicembre 1943 ed altre 198 volte nei mesi successivi. Gli esausti e terrorizzati cittadini tedeschi dovevano correre a rifugiarsi nei bunker a volte per molte ore durante una giornata.
Gli effetti terroristici dei bombardamenti accrebbero l’odio dei nazisti ma anche di comuni cittadini verso gli aviatori alleati. Gli episodi documentati in cui aviatori americani od inglesi costretti ad atterraggi di fortuna o scesi al suolo con il paracadute furono brutalmente uccisi sono oltre 400.

Furono inasprite le pene contro gli sciacalli che agivano dopo i bombardamenti. Un caso drammatico riguardò nel marzo del 1944 una giovane ragazza diciottenne Ilse Mitze. Accusata di aver rubato 8 canottiere, 5 paia di mutande e 13 calze dopo un’incursione su Hagen nell’ottobre del ’43 fu condannata a morte e ghigliottinata nel maggio del 1944 a Dortmund e la sua fine pubblicizzata con manifesti sui muri affinchè fungesse da deterrente.

La gente ormai passava moltissime ore nei rifugi in condizioni di prostrazione fisica e psicologica. I bombardamenti avevano assunto gli effetti di veri e propri Armageddon. Nella notte del 12 settembre 1944 a Darmstadt un’incursione del Quinto gruppo del comando bombardieri uccise oltre 9.000 persone. Le città tedesche furono martellate senza pietà fino all’ultimo giorno di guerra.

Una donna di una cittadina vicino a Berlino scrisse il 9 marzo del 1945, a due mesi dalla capitolazione nazista: “Gli aerei passano sopra Berlino tutti i giorni, a volte, due volte al giorno. Povera, povera gente. Come faranno a sopportare tutte queste sofferenze? Tutti sono esausti”.

N.B. nella foto la distruzione di Berlino

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