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La Partita. Il romanzo di Italia-Brasile di Piero Trellini

Il 5 luglio 1982, in un pomeriggio caldissimo, si disputa una delle più belle e drammatiche partite della storia del calcio. Siamo allo stadio Sarrià, (che oggi non esiste più), di Barcellona e si affrontano Italia e Brasile per il secondo turno eliminatorio del Campionato del Mondo di Calcio d Spagna.

E’ da questa partita che ha tutto l’epos di una tragedia greca e che da molti è giudicata come una delle più belle, se non la più bella, partita di calcio di tutti i tempi che muove il vero e proprio romanzo storico “La Partita” di Piero Trellini, giornalista, sceneggiatore televisivo, blogger edito da Mondadori.

Non si tratta però di un libro sul calcio o meglio esclusivamente sul calcio e su un fantastico match ma “La Partita“, un po come nelle matrioske, le caratteristiche bambole russe, è uno sterminato racconto di storie. Storie di nazioni e delle loro turbolenze politiche e sociali come il Brasile, l’Argentina, la Germania, l’Italia. Storie di uomini: imprenditori, dirigenti sportivi, calciatori, arbitri, politici, giornalisti, generali, faccendieri. E naturalmente storie di sport e di calcio.

E tutte queste storie sembrano fluire, come i fili mossi da un burattinaio, verso quell’unico momento, quella spettacolare partita, romanzo nel romanzo, che chiude mirabilmente le 624 pagine del libro che si divorano anche se non si è appassionati dello sport più popolare del mondo.

Chi ha avuto la fortuna di assistere a quell’incontro eliminatorio vede riaffiorare ricordi ed emozioni appena sepolti dalla patina del tempo. A quel vero e proprio spareggio le due nazionali arrivano attraverso percorsi differenti. L’Italia guidata dal grande “Vecio” Enzo Bearzot ha battuto nel match precedente 2 a 1 una delle pretendenti al titolo, l’Argentina, con le reti di Tardelli (ricordate il famoso “urlo” secondo soltanto a quello di Munch?) e del bell’Antonio, come veniva chiamato Cabrini, terzino della Juventus e della nazionale. Una vittoria che deve molto anche alla feroce marcatura dell’altro terzino, anch’esso della Juventus, Gentile sull’astro nascente del football mondiale Diego Armando Maradona. Bearzot ha portato con se nella spedizione azzurra Paolo Rossi, che appena tre mesi prima del Mondiale aveva finito di scontare una squalifica per il calcio scommesse molto controversa.

Rossi è arrugginito da quasi due anni di inattività e prima del mondiale ha disputato soltanto 3 partite, sembra la pallida ombra del bomber elegante e spietato di prima della squalifica, ma il Vecio crede in quel giovane venticinquenne dal viso smunto e malinconico. Sa che può trovare la forma soltanto giocando e lo schiera sempre come titolare, assumendosi un rischio terribile, ma fino a quell’incontro Rossi è un “cannoniere” dalle polveri bagnate.

Il Brasile di Santana che annovera tra le sue fila campioni del calibro Cerezo, Zico, Falcão, Sócrates, Júnior ed Éder ha letteralmente strapazzato le avversarie del girone eliminatorio, mentre l’Italia è passata nel suo girone con tre striminziti pareggi soltanto per effetto della differenza reti. Ai carioca basta anche un pareggio per passare il turno e giungere in semifinale, l’Italia deve necessariamente vincere.

Quello che succederà su quel rettangolo di campo infuocato del Sarrià tra le due squadre, arbitrate dall’israeliano Klein (altra storia straordinaria raccontata da Trellini) è veramente un romanzo nel romanzo e soltanto per questo “La Partita” è un romanzo godibilissimo da leggere anche per coloro che non amano il calcio.

Il risultato finale come sappiamo fu di 3 a 2 per l’Italia con una tripletta del redivivo Paolo Rossi e per coloro che troppo giovani non hanno visto quell’incontro il video di youtube allegato può essere un’occasione per ammirare la “partita del secolo”.

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