Vita di Einstein – Un bambino ritardato? Ep. 1

Albert Einstein discendeva da parte di entrambi i genitori da commercianti e venditori ambulanti ebrei che, per almeno due secoli, si erano guadagnati da vivere modestamente nei villaggi rurali della Svevia, nella Germania sudoccidentale.

Generazione dopo generazione i suoi avi si erano profondamente assimilati nella cultura tedesca tanto che la stragrande maggioranza di essi non aveva alcun rapporto con la religione ebraica. Il padre di Albert, Hermann, nato nel 1847, aveva studiato fino al liceo frequentato nella lontana Stoccarda, dimostrando spiccate doti matematiche, aveva però interrotto gli studi perché a quei tempi l’università era di fatto preclusa agli ebrei. Si era così dedicato, tornando nel nativo villaggio di Buchau, in Svevia, come da tradizione di famiglia, al commercio.

Qualche anno dopo Hermann e la sua famiglia si trasferì nella città più prospera ed evoluta di Ulma, dove il 14 marzo 1879 nascerà Albert Einstein. Uomo mansueto e molto alla mano, Hermann a 29 anni sposerà la volitiva Pauline Kock di 11 anni più giovane.

Secondo tutte le fonti, quello tra Hermann e Pauline era un matrimonio felice, in cui la forte personalità di lei si combinava perfettamente con la passività del marito. Il loro primo figlio nacque alle 11 e 30 antimeridiane di venerdì 14 marzo 1879, a Ulma, che era entrata di recente a far parte, con tutta la Svevia, del nuovo impero tedesco. Inizialmente Pauline e Hermann avevano pensato di chiamare il figlio Abraham, come il nonno paterno. Ma poi considerarono, come riferì in seguito Einstein, che il nome suonava «troppo ebreo». Così mantennero la A iniziale e lo chiamarono Albert.

Il piccolo Albert tardò a sviluppare il linguaggio verbale fin oltre i 2 anni tanto che in famiglia, alcuni gli affibbiarono il nomignolo «der Depperte», lo stupidello, e altri della famiglia a lo definirono come un «quasi ritardato». Questo lento sviluppo verbale alimenterà, anche grazie allo stesso Einstein, leggende su un presunto grave ritardo psichico del genio tedesco. In realtà Albert soffriva e soffrì per tutta la vita di una blanda forma di ecolalia, un disturbo del linguaggio che consiste nel ripetere involontariamente, come un’eco, parole o frasi pronunciate da altre persone o dal soggetto stesso.

Un anno dopo la nascita di Albert la ditta di materassi di Hermann fallì e la famiglia si trasferì a Monaco dove il fratello Jakob offrì al padre di Einstein la possibilità di entrare in società nella sua azienda  che cercava di aggiudicarsi contratti per la fornitura di generatori e di impianti di illuminazione elettrica ai municipi della Germania meridionale. Nel novembre del 1881 nasce l’unica sorella di Albert, Maria che per tutta la vita però si farà chiamare Maja.

Il piccolo Albert accolse la sorellina come fosse un giocattolo e pare che la prima volta che le fu mostrata in una cesta chiedesse: “Si ma dove sono le ruote?”. Il rapporto tra Maja e Albert al netto delle inevitabili liti, più o meno sciocche, tra fratello e sorella sarà un caposaldo per tutta la vita di Einstein, rimanendo per sempre la sua prima confidente.

…..continua….

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