Butcher’s Crossing di John E. Williams

John E. Williams nasce nel 1922 da una famiglia di modeste condizioni economiche, si laurea dopo la fine della seconda guerra mondiale a cui partecipa di stanza in India e Birmania dal 1942 al 1945. Vivrà a Denver, in Colorado, per tutta la vita, insegnando Letteratura inglese presso l’Università del Missouri e lì morirà nel 1994. Poeta e narratore, John Williams, dopo un lungo periodo di oblio viene finalmente riscoperto negli ultimi anni, diventando un vero e proprio fenomeno di culto a livello internazionale.

Butcher’s Crosssing è il suo primo romanzo scritto nel 1960 e pubblicato in Italia da Fazi Editore soltanto nel 2013. L’opera prima di Williams è allo stesso tempo un romanzo di formazione, un western, e l’asciutta ee priva di retorica descrizione di un mondo ormai perduto nelle brume del tempo.

E’ la storia di Will Andrews, che parte alla ricerca di sè stesso. Abbandona gli studi ad Harvard e con tutti i soldi che possiede, raggiunge uno sperduto villaggio del Kansas, appunto Butcher’s Crosssing e mette su un gruppo per andare a caccia di bufali. Guida la spedizione Miller, un laconico ed enigmatico cacciatore di bisonti che conduce il piccolo gruppo composto anche da uno scuoiatore Schneider ed un factotum mezzo alcolizzato e senza una mano Charley Hoge verso una sperduta valle del Colorado dove circa dieci anni prima vi ha visto pascolare un’immensa mandria di bisonti.

Il bisonte americano prima dell’arrivo dei colonizzatori con oltre 70 milioni di esemplari popolava uno sterminato territorio che andava dal nord del Messico fino al sud del Canada. Le grandi pianure americane erano il suo habitat naturale. Questo bestione che nel caso dei maschi raggiungeva un’altezza di quasi due metri al garrese ed un peso di 800-900 kg fu soggetto ad una caccia spietata da parte di cacciatori, alcuni dei quali diventarono figure leggendarie.

I “buffalo” come i bisonti venivano chiamati da questi ultimi erano prede ambite per le pelli e la caccia senza regole che si sviluppò per circa un secolo ridusse la popolazione dei bisonti da 70 milioni a poco più di 600 esemplari, portandoli sull’orlo dell’estinzione e privando i nativi americani di una delle più importanti fonti di sostentamento.

Tornando al romanzo, la piccola spedizione trova la valle incastonata nelle montagne del Colorado, circa 5000 bisonti verranno massacrati da Miller giorno dopo giorno. L’ossessione del cacciatore però metterà nei guai Andrews e gli altri in un finale che non vi rivelo per non fare spoiler.
Per chi ama la letteratura americana un romanzo da non perdere che pur non raggiungendo le vette di Stoner il capolavoro di Williams è godibilissimo.

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