Il Sistema Solare – I confini – Ep. 1

Intraprendiamo un piccolo e virtuale viaggio nel sistema planetario del Sole che ospita la nostra casa: la Terra, attraverso una serie di post collegati cercheremo di conoscerlo un po’ meglio. Oggi affronteremo il tema dei confini del Sistema Solare, per quanto questo termine possa valere da un punto di vista astronomico.

Partiamo da un dato di fatto, il Sistema Solare è poco più di un granello di sabbia all’interno della nostra galassia, la Via Lattea ed è del tutto irrilevante se lo raffrontiamo all’immensità dell’Universo visibile. Eppure i confini di questo sistema interplanetario sono, secondo il metro umano, imponenti, qualcosa come 10-20 miliardi di chilometri dal Sole che ne occupa, pressapoco, la posizione centrale.

La Terra dista dal nostro astro circa 150 milioni di chilometri e questa distanza (media) è diventata un’unità di misura, per l’esattezza un’unità astronomica. Per lasciare i bordi del sistema solare un’ipotetica astronave o sonda umana dovrebbe percorrere tra le 100 e le 130 unità astronomiche.

Ma dove si colloca esattamente questo ipotetico confine? Una pietra miliare è rappresentata dal cosiddetto vento solare, che poco ha a che fare con il vento che ci scompiglia i capelli sulla terra. Si tratta di un flusso di particelle prodotte dalla corona solare, lo strato più esterno del Sole, che riescono a sfuggire all’attrazione della stella e si diffondono in ogni direzione. Questo flusso di particelle è letale per la vita come la conosciamo, ma fortunatamente il campo magnetico terrestre ci offre un prezioso scudo protettivo. Per saperne di più sul campo magnetico leggi il post Il campo magnetico della Terra.

La combinazione del campo magnetico terrestre con il «fuoco» del sole imbrigliato al suo interno costituisce la magnetosfera terrestre. Solo quando il sole è particolarmente attivo le particelle intrappolate all’interno della magnetosfera riescono a sfiorare l’atmosfera più esterna del nostro pianeta nella vicinanza dei poli, dove le linee di campo si chiudono, «eccitando» le molecole d’aria e producendo uno dei fenomeni più spettacolari che la natura ci offre: le aurore polari.

Torniamo alla spinosa questione dei confini del Sistema Solare, il vento solare diffondendosi in tutte le direzioni forma una specie di guscio sferico chiamato eliosfera che si estende fino a 20 miliardi di chilometri dal nostro astro. Man mano che ci allontaniamo da questo primo guscio il vento solare si indebolisce ed intorno alle 100 unità astronomiche è talmente debole da dissolversi nel cosiddetto mezzo interstellare,un alone super rarefatto di polveri e gas che costituisce lo spazio tra le stelle.

Le sonde Voyager 1 Voyager 2 sono gli unici manufatti umani che dopo oltre quaranta anni di viaggio sono sfociate nello spazio interstellare. L’eliopausa non segna tuttavia la fine dei corpi che sono legati al sole. Infatti, a circa 35 unità astronomiche dal sole (poco oltre l’orbita di Nettuno, il pianeta più esterno del sistema solare) incomincia ad estendersi la cintura di Kuiper, una vasta fascia di asteroidi e nuclei cometari, cioè di oggetti molto piccoli, con diametri raramente superiori al centinaio di chilometri.

Gli asteroidi sono grossi, a volte enormi, pezzi di roccia mentre le comete sono ricche di gas e di polveri congelati e quando nelle loro orbite passano in prossimità del Sole, il loro nucleo inizia a riscaldarsi e i gas incominciano a sublimare, cioè a passare direttamente dallo stato solido a quello aeriforme. Dalla superficie del corpo fuoriescono dei getti gassosi, che trascinano con sé le polveri e vanno a costituire la chioma, una sorta di rarefatta atmosfera che avvolge il nucleo in un involucro spesso anche 100˙000 km.

L cintura di Kuiper si estende per oltre 1.000 unità astronomiche dal Sole. Il Sistema Solare però non finisce qui oltre questa cintura di asteroidi e comete, dovrebbe esserci (utilizziamo il condizionale perché ancora non c’è un conferma sperimentale vista l’enorme distanza di questa regione dello spazio), la Nube di Oort da dove provengono le cosiddette comete a lungo periodo (che si ripresentano ricorrentemente a distanza di secoli o millenni). Le comete a corto periodo (parliamo comunque di decenni o qualche secolo tra un’apparizione e l’altra) hanno origine dalla cintura di Kuiper.

Questa piccola regione dello spazio che ci ospita è collocata  nel braccio di Orione della Via Lattea, orbitando attorno al centro galattico ad una distanza di 30 000 anni luce e una velocità di 230 km/s.

Il Sole costituisce, da solo, il 99,9% della massa di tutto il Sistema Solare che è composto da otto pianeti (quattro pianeti rocciosi interni e quattro giganti gassosi esterni) e svariati  pianeti nani, dai rispettivi satelliti naturali , e da innumerevoli corpi minori.

Questo, in sintesi è il condominio della città (la Via Lattea) dove abitiamo, aggrappati ad una bellissima palla verde e azzurra, sperduta nell’immensità del cosmo.

4 commenti

  1. Ma una volta i pianeti “interni” non erano solo quelli tra noi (la Terra) e il Sole? Quindi escludendo Marte, col quale invece formiamo il gruppo dei pianeti “rocciosi” , soprattutto da quando Plutone è stato declassato.

    1. Author

      Ciao Flavio per pianeti interni si intendono Mercurio, Venere, la Terra, Marte ed i suoi due satelliti naturali. Insomma quelli prima della fascia degli asteroidi. Plutone ormai declassato a pianeta nano non è mai stato un pianeta interno.

  2. non ho ancora guardato il documentario, che scommetto molto bello, però sono tre quarti d’ora ed è difficile trovarli. Lo farò, ma vorrei segnalarvi nell’immagine con cui compare sui social, quella panoramica, la scritta “gioviali”, che probabilmente doveva essere “gioviani”…. immagino una svista 🙂

    1. Author

      Ciao Matteo, si tratta di un refuso che correggeremo quanto prima. Grazie per la segnalazione

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