La fabbrica delle stelle

Probabilmente l’astronomia è la più antica scienza naturale della storia dell’umanità, possiamo far rientrare le sue origini a quando, quasi certamente l’Homo Sapiens, molte migliaia di anni fa ha alzato il viso verso la volta stellata, chiedendosi cosa fossero quei puntini che brillavano nelle notti della savana.
Inizialmente l’astronomia ha corrisposto sia a motivazioni religiose e divinatorie sia un po’ più tardi a esigenze legate ai cicli stagionali e lunari importantissimi per l’agricoltura.
Forse la scoperta più importante dell’astronomia come asserisce Richard Feynman è che le stelle sono fatte degli stessi atomi della Terra. Gli atomi liberano luce che ha delle frequenze ben definite, la nostra vista non è in grado di vederle tutte ma possiamo analizzare le frequenze delle onde luminose con uno spettroscopio ed in questo modo tracciare le firme degli atomi che costituiscono le stelle.
Due sono gli elementi scoperti prima su una stella e poi sulla terra, il primo l’elio scoperto sul nostro Sole ed il secondo il tecnezio, scoperto su certe stelle fredde.
Riusciamo a conoscere quello che succede nel corpo di una stella piuttosto facilmente perchè possiamo calcolare cosa dovrebbero fare gli atomi all’interno di una stella in quasi tutte le circostanze.
Una delle scoperte più importanti in campo astronomico e fisico fu la produzione delle stelle degli elementi che costituiscono la materia attraverso le fusioni nucleari. Alla fine anni ’20 Atkinson e Houtermans avanzarono l’idea che il Sole potesse brillare a seguito di reazioni termonucleari qualche anno dopo fu postulato il ciclo di produzione energetica mediante fusione nucleare nel Sole. In particolare fu il fisico australiano Mark Oliphant nel 1932 a realizzare per la prima volta in laboratorio la fusione di isotopi pesanti dell’idrogeno.
E’ la fornace stellare che partendo dall’idrogeno e dall’elio, nel corso di miliardi di anni, produce tutti gli elementi che sono la pasta che ha modellato tutte le cose dell’universo, noi compresi. Questi elementi sono eruttati ed inseminano lo spazio profondo nelle esplosioni finali degli astri che noi chiamiamo nova o supernova.

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