La donna nel Medio Evo

Per Medio Evo si intendono quei mille anni, dalla caduta di Roma alla scoperta dell’America (1492) che traghettano l’umanità dalla Storia Antica a quella Moderna. Si tratta di un millennio tutt’altro che oscurantista e culturalmente poco fervido come spesso si intendeva fino a qualche decennio fa, frutto anche delle fortissime critiche emerse durante l’Illuminismo verso questa parte della storia umana.
Certo è che il ruolo della donna per gran parte di quei mille anni e salvo poche eccezioni è stato un ruolo sottomesso all’autorità maschile e poco incisivo rispetto alle dinamiche della grande storia.
Nel Medio Evo la vita media della donna era di circa 36 anni, si sposava tra i 12 e 15 anni, partoriva un gran numero di figli, gran parte dei quali moriva durante il parto o nei primissimi anni di vita e soltanto il 39% di loro raggiungeva i 40 anni contro il 57% degli uomini.

Sottomessa a Dio ed all’uomo la principale occupazione della donna era il duro lavoro domestico e dei campi e l’accudimento della prole.Per le donne di nobile estrazione la sorte era diversa esclusivamente per l’aspetto lavorativo, il suo destino era quello di sposare un aristocratico di pari livello o finire in convento.

La donna germanica e longobarda seguendo una tradizione che attraverserà gran parte del Medio Evo era sottoposta al mundio, ossia alla protezione, di un uomo: fino al matrimonio a detenerlo era il padre, poi passava al marito, seguendo una tradizione romana. Mai in ogni caso la donna poteva aspirare ad un’autonomia rispetto alle sue scelte ed al suo futuro.

Con l’avvento del cristianesimo, alla legislazione romana si sovrappose una visione etico-religiosa della vita matrimoniale derivata dalla nuova visione morale della società. Il marito rappresentava la moglie in tribunale e ne amministrava i beni, anche se non poteva alienarli senza il suo consenso. Solo presso i visigoti le donne potevano disporre liberamente delle loro proprietà e, se non avevano figli, lasciarle a chi volevano.

Soprattutto nella prima parte del Medio Evo, il matrimonio poteva avvenire attraverso tre diverse modalità: per compravendita della sposa da parte del futuro marito, per rapimento o per consenso. In ogni caso, soprattutto per quanto riguarda la tipologia prima e terza, si concordava l’entità della dote (che spettava al padre) ed il prezzo del mundio che spettava al marito che riscattava la donna dalla patria potestà genitoriale.

Se nelle classi inferiori il matrimonio era sottoposto a pochi vincoli, e in genere le unioni avvenivano rispettando la volontà dei futuri coniugi, per l’aristocrazia e i ceti di governo a prevalere erano gli interessi politici e dinastici. Quindi prevalevano i matrimoni combinati che non tenevano in alcun conto i sentimenti degli sposi.

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