Sudo come un maiale!

Quante volte, soprattutto nelle afose giornate estive usiamo questa espressione, per giustificare il lago di sudore nel quale siamo immersi. Peccato che la usiamo a sproposito. In realtà i maiali non hanno un sistema di traspirazione e quindi non sudano, per questo si rotolano nel fango per riequilibrare la temperatura interna.
Una cosa è certa, non soltanto d’estate, e più frequentemente in spazi e luoghi chiusi o ristretti le nostre narici sono spesso sollecitate da odori sgradevoli.
A chi non è capitato in un bus affollato di avvertire l’odore pungente ed acuto dell’acido 3-metil-2-esonoico più comunemente conosciuto come odore d’ascella?
Oppure nello spogliatoio dopo una partita di calcetto è impossibile non inalare l’odore dell’acido isovalerico, quel concentrato di odori da spogliatoio inconfondibile e dal forte afrore mascolino.
Oppure quando siamo costretti ad utilizzare un bagno pubblico, non possiamo non arricciare il nostro naso, aggredito dall’androstenolo che ricorda perfettamente l’odore di un vespasiano.
Poi c’è l’acido 4-etilottanoico che ricorda senza ombra di dubbio il puzzo di un caprone maschio che non è una bella cosa a meno che non siate una pecorella smarrita ed in calore. Gran parte di questi odori provengono dai batteri che banchettano allegramente nelle nostre ascelle. Le nostre ghiandole aprocrine che si trovano sotto le nostre ascelle ed in prossimità delle parti intime producono una sostanza giallastra ricca di grasso, proteine e vari steroidi. Una vera leccornia per i milioni di batteri che ospitiamo senza neppure far pagare loro l’equo canone.
Insomma se non curiamo la nostra igiene puzziamo di cacca di batterio, questo spiega in buona parte il fiorente stato dell’industria che produce deodoranti ed anti traspiranti, che soltanto nel Nord America genera 1,5 miliardi di dollari l’anno.

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