Ilyushin Il-2 Šturmovik, il Panzer dei cieli

Autunno 1942, un campo di aviazione immediatamente dietro le retrovie del fronte russo viene attaccato da alcune squadriglie aeree sovietiche. Allibiti i soldati tedeschi si rendono conto che la loro antiaerea non riesce a scalfire gli attaccanti, i proiettili da 20 mm letteralmente rimbalzano sulle blindature degli aerei nemici.
Soltanto una batteria leggera che spara granate anticarro riesce a buttar giù due aerei sovietici. Questi straordinari apparecchi sono gli Ilyushin Il-2 “Šturmovik”.
Orgoglio dell’Aviazione russa questo velivolo era la risposta sovietica agli Stukas tedeschi, si trattava di un vero e proprio carro armato dei cieli.
La robustezza degli Stukas era dovuta all’indovinata formula strutturale, mentre quella degli Ilyushin Il-2 Šturmovik dipendeva dalla robusta corazzatura della sezione anteriore dell’aereo con un guscio d’acciaio dallo spessore variabile dai 4 ai 13 millimetri.
Sin dagli anni Trenta lo Stato Maggiore sovietico era stato un convinto assertore dell’appoggio tattico dei caccia bombardieri alle truppe di terra ma i progettisti russi non erano stati capaci di trovare le soluzioni migliori.
La svolta avviene a seguito di una specifica del 1938 per sostituire gli obsoleti aerei dell’epoca dedicati all’appoggio tattico della Sovetskie Voenno-vozdušnye sily (l’Aviazione sovietica), quali i Polikarpov R-Z. Molti gli uffici di progettazione coinvolti, tra cui quello di Sergej Vladimirovič Il’yušin. Verso la fine del 1938 il progetto di Il’yušin prende corpo: un caccia pesantemente armato e fortemente blindato da impiegare come assaltatore.
Lo Šturmovik inizierà a venire consegnato nel 1941, appena in tempo per lo scoppio del conflitto con la Germania nazista. Si trattava di un monoplano ad ala bassa a sbalzo con motore Mikulin 38 a 12 cilindri. L’armamento era costituito da bombe e mitragliere di vario calibro, con i primi esemplari aventi 2 cannoni da 20 mm ShVAK, ottimi per impiego generale ma non molto indicati per il ruolo anticarro, dato il calibro insufficiente. Erano disponibili anche 2 mitragliatrici calibro 7,62 mm. I razzi aria-terra RS-82 potevano essere impiegati grazie a rotaie poste sotto le ali, in alternativa a 500-600 chili di bombe tra i 2 e i 100 kg di peso unitario.
Lo Šturmovik venne prodotto in oltre 36 000 esemplari rimanendo operativo anche dopo la fine del conflitto in patria e in alcune forze aeree filosovietiche. Questo ne fa probabilmente il velivolo bellico più prodotto della storia (tra il 1941 e il 1945). Con la variante Il-10, prodotta nel periodo 1945-55, il totale degli aerei prodotti fra tutte le versioni raggiunse la cifra di 42 330 velivoli.

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