Percy Hobarth e la rivoluzione dei carri armati

L’Esercito non è altro che lo specchio della società e quindi non è raro che ufficiali di talento e con competenze specifiche in un determinato settore vengano mal impiegati ai limiti dell’autolesionismo. Non faceva certamente eccezione l’Esercito britannico durante l’ultimo conflitto mondiale.
A pochi mesi dallo sbarco in Normandia, uno dei problemi che attanagliavano gli strateghi dell’Operazione Overlord era come difendere la fanteria appena essa lasciata le navi, a bordo di anfibi o zatteroni si dirigeva verso le spiagge interessate all’invasione. Le munite difese tedesche avrebbero falcidiato le truppe impegnate a sguazzare nell’acqua ed a costituire una testa di ponte sulle spiagge francesi. Il primo a proporre una soluzione per proteggere le truppe d’assalto fu Montgomery che propose di installare speciali artiglierie sugli anfibi in grado di fare fuoco mentre si avvicinavano alle spiagge con le truppe.
A questo punto il Capo di Stato Maggiore ricorse ad una preziosa risorsa messa troppo presto da parte, il generale Percy Hobart. Hobart era da tempo conosciuto come uno studioso, un po’ eccentrico, di tattiche avveneristiche, grande esperto di carri armati e del loro utilizzo.
Nato nel 1885 in India, aveva all’epoca quasi sessanta anni, nel 1940, a guerra contro i tedeschi iniziata venne forzato al pensionamento dall’allora comandante delle forze in Egitto sir Archibald Wavell dove Hobart era assegnato.
Fu lo stesso Churchill a reintegrarlo nel servizio attivo nel 1941, nel 1943 venne assegnato al comando della costituenda 79th Armoured Division (79ª divisione corazzata) che divenne una sorta di laboratorio di veicoli speciali in vista dello sbarco, per una intuizione del capo di stato maggiore imperiale, generale Alan Brooke, che invitò Hobart a convertire l’unità in quella che diventerà 79th (Experimental) Armoured Division Royal Engineers, assicurando che avrebbe avuto un ruolo di combattimento.
Hobarth ebbe un’intuizione che si rivelò estremamente utile durante l’Operazione Overlord ovvero rendere possibile l’immediato utilizzo dei carri armati già durante i primi momenti dello sbarco, in altre parole ideò il primo carro armato anfibio.
Per la verità il primo ad intuire le potenzialità di un carro armato anfibio era stato un ingegnere ungherese, un certo Nicolas Straussler. Straussler aveva preparato i disegni tecnici dei progetti che poi aveva passato al Ministero della Guerra inglese che ne aveva ordinato alcuni campioni.
Nonostante le prove incoraggianti di quei prototipi per l’ostilità degli ambienti tradizionalisti delle forze armate, il progetto fu abbandonato ed i carri armati anfibi furono abbandonati in un magazzino dell’esercito.
Hobarth si ricordò di questo progetto e si diede da fare per scovare i vecchi carri galleggianti di Straussler, si trattava di 5 antiquati Valentine.
Hobart riadattò i principi dell’ingegnere ungherese sui moderni carri armati americani Sherman. I risultati furono straordinari, tanto che Hobarth convinse il Capo di Stato Maggiore ad ordinare 900 carri armati anfibi, denominati DD (Duplex drive), doppia guida. La disorganizzazione e l’inefficienza inglese però fu tale che nel gennaio del 1944 di quei 900 carri ne erano stati consegnati soltanto 20.
Conquistati dall’idea di Hobarth gli americani presero in pugno la situazione e la potente macchina bellica ed industriale USA, due mesi dopo, mise a disposizione della forza di invasione 300 carri armati anfibi Sherman che si rivelarono decisivi durante il D-Day.
La Divisione speciale di Hobart in realtà non fu mai impiegata direttamente in combattimento ma ebbe sempre e solo compiti di supporto ad altre unità corazzate o meccanizzate. Il geniale generale inglese tornò in pensione definitivamente nel 1946 e morì nel 1957, all’età di 72 anni.

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