La Terra sotto attacco

Immaginiamo una sfera grande tanto da comprendere l’orbita di Nettuno, il pianeta più esterno del nostro Sistema Solare. Ebbene ad una prima analisi questo enorme spazio sembra incredibilmente vuoto, il volume del Sole, dei suoi pianeti e delle sue lune raggiunge a malapena un millesimo di miliardesimo del volume dell’intera sfera.
In realtà questo spazio è tutt’altro che vuoto percorso com’è da detriti, rocce, palle di ghiaccio, polvere e flussi di particelle cariche.
Il nostro pianeta nel corso del suo viaggio orbitale si apre letteralmente la strada fra tutto questo materiale, che per lo più brucia completamente appena entra in contatto con l’atmosfera.
Per il primo mezzo miliardo di anni dalla sua formazione la Terra è stata talmente bombardata da simili oggetti che la temperatura si è alzata riscaldando l’atmosfera e rendendo la crosta terrestre liquida.
La stessa Luna è il prodotto di un’enorme collisione avvenuta sulla Terra circa 50 milioni di anni dopo la formazione del Sistema Solare.
E questo bombardamento cosmico continua senza sosta anche miliardi di anni dopo, è stato calcolato, con simulazioni al computer, che ogni anno circa 1.000 tonnellate di detriti marziani colpiscono la Terra e probabilmente altrettanti provengono dalla Luna. Insomma con il senno di poi non c’era bisogno delle missioni Apollo per analizzare campioni lunari, bastava cercare sulla superficie del nostro pianeta.
La maggior parte degli asteroidi vive nella cosiddetta fascia principale tra le orbite di Marte e Giove. Secondo un calcolo piuttosto semplice una parte significativa di essi colpirà la terra entro i prossimi 100 milioni di anni, un tempo relativamente breve su base cosmologica.
Quelli più grandi di un chilometro impatteranno con inaudita violenza la crosta terrestre provocando cataclismi tali da mettere in serie pericolo l’esistenza della vita sul nostro pianeta. Per questo la NASA ha in programma studi e missioni destinati a proteggere l’umanità da questo rischio potenzialmente letale.
L’agenzia ha intenzione di lanciare una nuova missione spaziale, nel 2024, chiamata Dart (Double Asteroid Redirection Test), che consisterà per l’appunto in un test sul reindirizzamento della rotta di un asteroide servendosi della cosiddetta tecnica dell’impatto cinetico – ovvero uno scontro spaziale ad altissima energia contro l’asteroide stesso allo scopo di deviarne la traiettoria. Questo sempre che i tagli al bilancio della NASA dell’Amministrazione Trump non costringano l’agenzia ad un cambio di obiettivi oppure ad una posticipazione della data.
Il tempo non ci manca, ma non dobbiamo dimenticarlo, la Terra resta sotto attacco.

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