L’house style del cinema classico di Hollywood

Quanto lo Studio System risponde a logiche standardizzate ed omogenee, tanto più il loro prodotto, ovvero i film, sono profondamente diversificati e rispecchiano lo specifico house style delle principali major. E così negli anni d’oro del cinema classico hollywoodiano (1930-fine anni Quaranta) abbiamo i film sociali della Warner, i musical della MGM e gli horror della Universal. Quando uno spettatore vede apparire sul grande schermo uno dei loghi delle grandi case cinematografiche: il leone ruggente della MGM, la vetta montuosa della Paramount, la statua della libertà seduttiva della Columbia, lo scudo della Warner o l’antenna che domina il mondo della RKO, sa già che tipo di film aspettarsi.
Ognuna di queste majors ha infatti un proprio identitario e ben individuabile Studio look.
L’abitudine di fare contratti di lunga durate con le stelle del cinema contribuisce a formare gli stilemi narrativi e produttivi delle case cinematografiche. Gli attori legati per lungo tempo ad un singolo studio diventano infatti uno dei marchi identificativi del prodotto: Janet Gaynor è la Fox per tutti gli anni Venti, James Cagney e Bette Davis incarnano la produzione Warner per tutti gli anni Trenta, la MGM si vanta di “avere più stelle che in cielo”.
Lo stesso discorso vale se possibile ancora di più per i registi, in definitiva i responsabili finali del prodotto cinematografico: come i registi del cameratismo maschili alla Fox (Howard Hawks e John Ford su tutti) o i grandi narratori romantici della MGM come George Cukor o Rouben Mamoulian. La specializzazione in determinati generi cinematografici è poi condizionata da interessi strutturali dei singoli studio, come nel caso della Warner, con i suoi interessi in campo discografico e musicale che la porta ad essere la prima casa cinematografica che introduce il sonoro, non nel parlato ma nella musica.
A volte è la disponibilità di una certa categoria di personale creativo a favorire un determinato house style come nel caso della Paramount che fin dagli inizi arruola tra le sue fila attori, sceneggiatori e perfino registi provenienti da Broadway.

Un altro fattore importante nella definizione dello stile della major è la quantità e l’ubicazione delle sale cinematografiche controllate. Ad esempio la Warner concentra le sue sale nell’Est del paese e in contesti urbani e il suo pubblico è prevalentemente di ceto medio-basso e quindi
produce film di ambientazione urbana o gangster story, mentre invece la MGM che dispone di poche sale , soprattutto di prima visione, si rivolge ad un pubblico più sofisticato e benestante ed al pubblico internazionale.
Negli Anni Trenta la MGM è la compagnia di distribuzione più grande del mondo, con filiali sparse dappertutto, è anche lo studio con l’house style più generalista e coniuga brillantemente lo Star System e lo Studio System.
Nella sua scuderia, ha sotto contratto, attori del calibro di Greta Garbo, Clark Gable, i due Barrymore, Spencer Tracy, Lilian Gish e tanti altri.
All’opposto la Warner si muove sul piano di una rigida efficienza economica, con budget limitati, preferendo dove possibile film di ambientazione moderna (per risparmiare sui costumi) e possibilmente lavorati in gran parte nei teatri di posa.

Anche le star della Warner non hanno l’alone glamour di quelli della MGM ma il fascino ruvido ed asciutto della modernità come James Cagney o Humprhey Bogart e persino la prima di tutte le sue star, il cane Rin Tin Tin risponde ad una nuova sensibilità del pubblico.

La RKO è forse la casa cinematografica dallo stile più eclettico, passa dai musical con Fred Astaire a Ginger Rogers ad una star atipica come Katherine Hepburn, a pellicole che sono diventate pietre miliari della cinematografia mondiale come Quarto Potere di Orson Welles.

L’Universal in quel periodo è soprattutto la casa degli horror da Dracula (1930) a Frankestein (1931) che apriranno la pista a tutto il decennio con una produzione spesso di pellicole di qualità modesta ma ampiamente riconoscibili.

In conclusione ognuna della case cinematografiche del periodo classico di Hollywood matura uno stile inconfondibile e fortemente legato al target di pubblico che raggiunge, in una congerie diversificata di prodotti che contrastano con le regole stringenti e standardizzate dello Studio System.

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