Il battesimo del fuoco del Corpo di Spedizione Britannico

Il 15 agosto del 1914 il Comandante in capo del Corpo di Spedizione britannico sir John French arrivò alla Gare du Nord di Parigi accolto da una folla imponente.
Una leggera pioggia non impedisce le manifestazioni di giubilo e la solennità del successivo incontro del comandante inglese con i vertici politici e militari francesi. Una certa retorica inglese fa quasi corrispondere al 23 agosto, il giorno del battesimo del fuoco del BEF (il Corpo di Spedizione Britannico) l’inizio effettivo della Grande Guerra. Naturalmente questo non è sostanzialmente vero, prima di quella data erano già avvenute cruente battaglie sia sul fronte orientale che su quello occidentale, inoltre l’apporto numerico del BEF era alquanto modesto, solo per rimanere nell’ambito dei battaglioni di fanteria i francesi ne schieravano 1108, i tedeschi 1077, i belgi 120 e gli inglesi soltanto 52.
La marcia del contingente britannico verso il Belgio, incontro all’avanzata tedesca, si svolse nel segno della calorosa accoglienza della popolazione francese. La terza settimana di agosto vide le armate comandate da Alexander von Kluck e Karl von Bulow, più di mezzo milione di soldati, marciare affiancate verso sud in direzione del confine francese.
Kluck aveva 68 anni, non era di nobili origini, ma era un capace e coriaceo professionista, von Bulow che aveva la stessa età era un nobile prussiano, gerarchicamente superiore a Kluck, che però durante la battaglia si mosse in modo totalmente autonomo.
Le colonne del corpo di spedizione britannico marciavano loro incontro in una campagna dolcemente ondulata. Il 22 agosto French posiziona le sue forze sul canale di Mons-Condè appena al di la del confine belga, dove aveva il compito di proteggere il fianco sinistro della V Armata francese comandata da Larenzac.
Dopo alcuni scontri particolarmente cruenti intorno a Charleroi, la V Armata di Larenzac è costretta a ripiegare mentre gli inglesi continuano ad avanzare creando un pericoloso disallineamento a rischio di aggiramento da parte delle forze tedesche.
Soltanto quando il BEF arriva a Mons, ad una cinquantina di km da Bruxelles, French viene avvisato che gli alleati hanno subito una dura sconfitta, perdendo circa un quarto delle forze e che sono ripiegati di oltre 15 chilometri rispetto alla linea più avanzata britannica. Il comandante in capo inglese però non comprende pienamente la gravità della situazione.
Nonostante che l’ottimo servizio di intelligence del BEF informa French dell’arrivo di tre corpi d’armata tedeschi, il Comandante in capo continua a manifestare un incauto ottimismo. Le prime scaramucce tra inglesi e tedeschi avvengono il 22 agosto.
Le due divisioni del Secondo Corpo d’Armata del generale sir Horace Smith-Dorrien la sera del 22 agosto si posizionarono sul canale Mons-Condè con la cavalleria di Allenby che copriva il fianco sinistro. Il Primo Corpo d’Armata di Haig invece è schierato sulla destra teso verso le propaggini della V Armata Francese in ripiegamento.
La posizione del BEF non è particolarmente felice, il canale largo meno di una ventina di metri in media non rappresenta un grande ostacolo alle avanzanti truppe germaniche ed il fronte è lungo oltre 40 km, troppo per il dispiegamento di forze in campo che si concentrano pertanto intorno ai 18 ponti che lo attraversano, lasciando ampi spazi vuoti dove gli attaccanti possono infiltrarsi.
A nord-est di Mons il canale si ripiega su se stesso, formando un saliente difeso dai Royal Fusiliers e dai Middlesex che sopporteranno la parte più dura dell’attacco tedesco.
Poco prima dell’alba del 23 agosto Sir John French fece un briefing con i suoi comandanti di Corpo d’Armata e poi incredibilmente parti’ per ispezionare un battaglione di fanteria a Valenciennes sparendo dal teatro della battaglia su cui non ebbe più alcuna influenza.
Nella generale mancanza di ordini operativi precisi, l’unico sensato fu quello emesso intorno alle 6.00 del mattino che ordinava il ripiegamento nelle retrovie delle salmerie, questo consenti’ durante la ritirata di non perdere preziosi materiali e rifornimenti.
Gli uomini del BEF erano per lo più soldati che negli ultimi cinquanta anni avevano conosciuto soltanto impieghi militari nelle colonie contro indigeni armati di lance e scudi (ad eccezione della guerra boera). In compenso potevano vantare un equipaggiamento leggero eccellente, dalle armi con il mitico fucile Lee Enfield con una cadenza di tiro teorica di 15 colpi al minuto, alle mitragliatrici Vickers ai materiali come le moderne giberne di cuoio e le mollettiere molto apprezzate ed utili sui terreni accidentati. Il BEF difettava di veicoli a motore e di artiglieria pesante, ma le particolarità di quello scontro saranno forse le ultime a valorizzare l’apporto determinante dei fucilieri, prima di passare la mano come importanza ai cannoni ed alle mitragliatrici.
I battaglioni di Kluck furono i primi ad entrare in contatto con gli inglesi, lo fecero senza un’adeguata operazione di intelligence che informasse i comandanti sulla effettiva disposizione difensiva dei britannici.
I tedeschi iniziarono a radunarsi intorno al pericoloso saliente a nord-est di Mons dove i ponti erano difesi dai Royal Fusiliers e dal Quarto Battaglione Middlesex.
Gli attacchi tedeschi condotti in rigida formazione furono accolti da un intenso e preciso fuoco di fucileria che inizialmente apri larghi vuoti nelle file attaccanti.
I tedeschi capito l’antifona iniziarono a sparpagliarsi e conquistarono delle posizioni da dove iniziarono anche loro ad infliggere perdite alle forze britanniche.
Le compagnie avanzate di Smith-Dorrien posizionate sulla sponda settentrionale del canale furono costrette sotto il fuoco dell’artiglieria tedesca a ripiegare oltre la sponda meridionale.
Pur essendo l’esercito di Kluck nettamente più numeroso del BEF le forze effettivamente impegnate negli scontri del 23 agosto, numericamente, si bilanciavano.
Poco prima delle 13.00, con grave ritardo, arrivò l’ordine al Middlesex di valutare se era il caso di far saltare i ponti per frenare l’avanzata tedesca. Si trattava di un ordine però giunto fuori tempo massimo.
Anche se gli inglesi inflissero dure perdite ai reggimenti di Kluck, con il passare delle ore, non soltanto aumentavano le loro perdite, ma il flusso dei tedeschi che erano riusciti a passare il canale diventava sempre di più ininterrotto e numeroso.
Alla fine la situazione divenne insostenibile e nel primo pomeriggio il Secondo Corpo d’Armata iniziò a ripiegare in modo ordinato, con i plotoni che si coprivano l’uno con l’altro, sotto lo sguardo di Haig che da una collinetta osservava la manovra dei suoi uomini incalzati dai tedeschi.
Molti battaglioni che erano impegnati in quella zona avevano sofferto pesanti perdite: ad esempio, il 4th Middlesex, tra morti e feriti contava 15 ufficiali e 353 uomini tra sottufficiali e truppa. French che nel pomeriggio era rientrato da Valenciennes, in tarda serata si rese conto che Larenzac era ripiegato di oltre 15 chilometri aprendo un varco che poteva portare all’aggiramento ed alla distruzione completa del BEF. Entro il tramonto del 24 agosto, gli inglesi si erano ritirati con successo verso quella che si riteneva sarebbe stata la successiva linea difensiva, lungo la strada che collegava Valenciennes a Maubeuge. Sfortunatamente per loro, però, la ritirata non si fermò lì. Significativamente decimata dalla 1. Armee e con i francesi in ritirata, la BEF non ebbe altra scelta se non quella di continuare a ritirarsi: il I Corpo d’armata si ritirò verso Landrecies, il IICorpo verso Le Cateau. In totale, la ritirata sarebbe durata due settimane e i soldati inglesi avrebbero coperto più di 400 km. Inoltre durante tutta la ritirata essi sarebbero stati inseguiti a poca distanza dai tedeschi e ciò costrinse loro a dover combattere numerose azioni di retroguardia, come le battaglie di Le Cateau (26 agosto), di Étreux (27 agosto) e di Néry (1º settembre).
Entrambi i contendenti potevano dirsi in qualche modo vincitori del primo scontro tra le truppe inglesi e tedesche della Grande Guerra: le forze germaniche avevano sfondato e costretto ad una profonda ritirata il BEF, ma gli inglesi, numericamente inferiori e con armamenti pesanti ridotti avevano inflitto pesanti perdite alle forze attaccanti ed evitato di crollare e farsi aggirare sul fianco dopo il cedimento di Larenzac. Per i tedeschi, Mons rappresentò tatticamente una sconfitta, ma, comunque, anche una vittoria strategica. La 1. Armee, nonostante fosse stata temporaneamente bloccata dagli inglesi ed avesse sofferto pesanti perdite, riuscì lo stesso ad attraversare la barriera costituita dal canale Mons-Condé ed incominciò la sua avanzata in territorio francese. Alla fine, essa sarebbe riuscita a spingere la BEF e le armate francesi fin quasi alle porte di Parigi prima di essere finalmente bloccata sulla Marna

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