L’avvento della mitragliatrice

I primi scontri in Alsazia, in quel terribile agosto del 1914, furono condotti con tattiche ancora ottocentesche. Enormi masse di uomini, mandati all’attacco, spalla contro spalla nella convinzione che questo fosse il modo migliore per evitare pericolosi sbandamenti di fronte al nemico. Questa tattica si infranse ben presto di fronte all’uso dell’artiglieria da campagna ma soprattutto dall’utilizzo delle prime mitragliatrici.
Gli esperti militari più qualificati non erano stati sorpresi da questa nuova arma che si rivelerà micidiale, avevano potuto constatarne gli effetti quasi un decennio prima in Manciuria, dove sotto gli occhi di molti osservatori europei, queste armi avevano prodotto stragi mai viste prima.
A seguito di questa esperienza i tedeschi si dotarono della mitragliatrice Maxim, le armate al comando di Moltke potevano contare su 12.500 pezzi del modello MG08 in quel mese di agosto e molte altre migliaia erano in produzione.
Il BEF, il Corpo di Spedizione britannico poteva contare invece sulle mitragliatrici Vickers che erano sostanzialmente un’evoluzione della Maxim ed avevano un’efficacia di tiro fino a 2.600 metri.
Anche i russi utilizzavano una variante della Maxim pensata per proiettili leggermente più piccoli di quelli inglesi e tedeschi.
Tutte queste armi erano raffreddate ad acqua e pesavano circa 20 kg a cui si aggiungevano gli 8 chili delle cassette con i nastri delle munizioni.
Di norma erano servite da un gruppo di tre uomini e potevano vantare un’ottima precisione di tiro fino a circa 1.000 metri.
I proiettili formavano una rosa larga alcuni metri quadrati intorno alla linea di tiro rendendo queste armi micidiali soprattutto di fronte ad attacchi condotti in modo cosi sconsiderato.
I francesi preferivano le Hotchkiss, di fabbricazione nazionale, alimentata mediante caricatori e raffreddata ad aria. Una buona arma che però tendeva ad incepparsi piuttosto spesso.
A colpire in quei primi mesi della Grande Guerra furono le dimensioni delle stragi prodotte da questi nuovi sistemi d’arma, rispetto al numero relativamente esiguo in dotazioni agli eserciti in campo.
La Maschinengewehr 08, abbreviata in MG08, come abbiamo visto fu alla base della maggior parte delle mitragliatrici prodotte dalle forze belligeranti. Aveva avuto il suo battesimo di fuoco in Europa con l’esercito ottomano, nella guerra italo-turca e nelle due guerre balcaniche e questo aveva spinto la Germania ad adottarla in modo massiccio come supporto a quella che si pensava una guerra breve e di movimento.
Come sappiamo le cose non andarono cosi, ma le mitragliatrici rimasero un’arma decisiva e micidiale anche nella successiva guerra di trincea.

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