Uccidete Yamamoto! #2

Il messaggio cifrato con il programma dell’ispezione e la proposta di Nimitz di assassinare Yamamoto giungono al Pentagono ed arrivano sul tavolo del Ministro della Marina Frank Knox che si rende immediatamente conto della delicatezza e dell’urgenza del contenuto.
Knox convoca immediatamente il suo staff, all’interno del quale c’è il celebre trasvolatore dell’Atlantico Charles Lindenbergh.
Si accende un’animata discussione tecnica sulle possibilità dell’Aviazione americana di intercettare dalla base più avanzata il volo dell’ammiraglio Yamamoto. Quello che preoccupa è l’autonomia di volo. Lindenbergh sostiene che il P.38 Lightning della Lockheed ha l’autonomia sufficiente, altri ufficiali e collaboratori di Knox affermano il contrario.
Si decide di consultare immediatamente l’azienda americana che conferma che si possono agganciare sotto le ali del P.38 Lightning serbatoi supplementari in grado di dare tutta l’autonomia necessaria a questa pericolosa missione.
Knox registra la soddisfazione del suo staff ed allo stesso tempo come nessuno abbia avanzato il tarlo che lo rode: è morale, autorizzare l’assassinio di un singolo, anche in contesti bellici?
Il Ministro della Marina si riserva di avere il placet definitivo dal Presidente Roosevelt, nel frattempo autorizza Nimitz a procedere con la predisposizione del piano.
Sono le 13.00 del 17 aprile quando ricevuto l’ok da Knox, il Comandante in Capo informa Halsey del via libera. Quest’ultimo fa partire immediatamente due dispacci, uno al generale Kenney, comandante dell’aviazione statunitense in Australia con l’ordine di inviare serbatoi supplementari alla base americana di Guadalcanal. Il secondo fonogramma è indirizzato al comandante di quest’ultima, maggiore Mitchell con l’ordine di procedere all’abbattimento dell’aereo di Yamamoto.
Alle 17.00 alla base aerea di Henderson Fields, il maggiore Mitchell apre il briefing con i suoi piloti spiegando i termini della missione. Più di uno pare perplesso sulla concreta possibilità di intercettare in un certo punto imprecisato dei cieli dell’isola di Bouganville, intorno alle 9.30 del giorno dopo, il bombardiere a medio raggio su cui viaggerà Yamomoto, scortato da sei caccia Zero.
Mitchell cerca di infondere un forzato ottimismo, a loro favore, c’è la leggendaria puntualità dell’Ammiraglio giapponese.
Si tracciano sulle mappe aggiornatissime rotte e linee di intercettazione, si predispongono i piani di battaglia, niente viene lasciato al caso. Una delle operazioni militari più complesse della guerra aerea viene allestita in pochissime ore.
Non rimane che attendere il sorgere dell’alba.

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