La battaglia del ponte di Lodi

Campagna d’Italia. Napoleone ha già inflitto numerose sconfitte alla coalizione austro-piemontese, tanto che il Regno del Piemonte ha chiesto l’armistizio e le forze di Beaulieu si stanno ritirando oltre il fiume Adda. Sospinte da un irruento Bonaparte, le avanguardie francesi arrivano in vista di Lodi, alle prime luci del 10 maggio 1796.
A coprire la ritirata del settantunenne generale Beaulieu, c’è un contingente di 10.000 uomini al comando del generale Sebottendorf. Questi schierò tre battaglioni ed una dozzina di cannoni in una posizione che dominava il ponte di Lodi e la strada di accesso che era sopraelevata.
I cannoni erano stati posizionati in modo da prendere d’infilata sia la strada che il ponte. Per i francesi il conto da pagare per superare il ponte si presentava quindi piuttosto salato.
Eliminati rapidamente i piccoli distaccamenti lasciati da Sebottendorf nella città di Lodi, Napoleone ed il suo Stato Maggiore si portarono quasi in prima linea per sovrintendere direttamente all’attacco del ponte che era al di la dell’abitato cittadino.
Mentre attendeva l’arrivo delle truppe al comando di Massena, Bonaparte collocò personalmente ventiquattro cannoni sulla sponda occidentale del fiume ed inviò contingenti di cavalleria sia a nord che a sud, alla ricerca di un guado, che avrebbe consentito di attaccare da dietro le truppe austriache.
Al riparo delle porte della città Napoleone arringò i suoi granatieri per poi lanciarli all’attacco nella strada sopraelevata, l’impeto dei francesi fu però arrestato dal fuoco di fucileria austriaco a circa metà del ponte.
Allora diversi generali dell’Armata d’Italia come Berthier, Massena, Dallemagne e Cervoni si misero alla testa delle truppe ed al grido di Vive la Republique! guidando personalmente gli attacchi riuscirono ad operare un primo sfondamento.
Una parte degli attaccanti francesi superato il ponte, ed approdati sulla riva orientale, iniziarono a aprire un fitto fuoco di fucileria verso le posizioni austriache ed in particolare verso gli artiglieri. Gli artiglieri austriaci, soggetti a perdite e sentendo fischiare le palle a pochi centimetri da loro, iniziarono a smarrire il ritmo del cannoneggiamento e questo permise al grosso delle truppe francesi di superare il ponte e sfondare la prima linea nemica. Un disperato contrattacco di Sebottendorf riusci’ momentaneamente a far sbandare l’avanzata francese che iniziò a ripiegare verso il ponte. A quel punto però le truppe di Massena che si erano finalmente concentrate nella zona del combattimento ed un distaccamento di cavalleria al comando di Ordener che era riuscito a trovare un guado, risposero duramente al tentativo austriaco.
Non c’era più modo di resistere, pena l’annientamento. Il comandante austriaco ordinò la ritirata, riuscendo abilmente a disimpegnare le forze residue e ripiegando verso il grosso delle forze di Bealiuex, lasciando sul campo 153 morti, 1700 prigionieri e circa sedici cannoni. Nella battaglia del ponte di Lodi i francesi avevano avuto 350 morti, ma avevano vinto.
Ed il mito di Napoleone ed anche la presa sui suoi soldati nasce proprio li, in questa che alla fine è poco più di una scaramuccia, più che una vera e propria battaglia campale, ma che lui rivendicherà in seguito, anche nelle memorie scritte a Sant’Elena come la nascita della sua grande ambizione.
Cosi scrisse molti anni dopo Bonaparte:

« Fu solo nella serata di Lodi che cominciai a ritenermi un uomo superiore e che nutrii l’ambizione di attuare grandi cose che fino a quel momento avevano trovato posto nella mia mente solo come un sogno fantastico.»

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