Il lungo viaggio degli oceani

L’oceano ricopre il 71% della superficie terrestre, ovvero 360 700 000 km². Di questi, 154 800 000 km² sono nell’emisfero nord e 205 900 000 km² nell’emisfero sud. Il volume d’acqua totale degli oceani e dei mari è stimato in 1,34 miliardi di km³.
Gli oceani non stanno fermi, l’acqua si sposta in un lungo ed interminabile viaggio intorno al nostro pianeta. Due sono i fattori che contribuiscono a questo perenne movimento: il calore ed il sale. Questi fattori sono importanti per la densità delle acque, e fluidi con densità diverse rispondono in modo diverso alla forza di gravità. Si, perché in ultima analisi il movimento degli oceani è dovuto principalmente a questa forza che attira ogni cosa verso il centro della Terra.
Sappiamo tutti che differentemente dai fiumi e dai laghi, le acque degli oceani sono salate, molto salate. Per avere un’idea di quanto sale ci sia, se dovessimo conferire la stessa salinità alla nostra vasca da bagno piena, dovremmo versarci un secchio di sale, circa 10 kg!
Naturalmente la salinità degli oceani non è omogenea, varia dal 3,1% al 3,8% una differenza che sembra piccola ma che in realtà ha una grossa influenza.
Più sale c’è più l’acqua degli oceani è densa, l’acqua fredda è più densa dell’acqua calda, è la temperatura degli oceani varia da circa 0° vicino ai poli, ai circa 30° vicino all’equatore.
L’acqua fredda e salata quindi tende a sprofondare, mentre l’acqua più dolce e più tiepida tende a salire.
E’ questo semplice meccanismo che innesca il viaggio intorno al mondo degli oceani, la stessa quantità d’acqua può impiegare migliaia di anni prima di tornare nello stesso punto, ma prima o poi ci ritornerà. Nell’Atlantico del Nord, l’acqua si raffredda a causa del vento che disperde il suo calore, dove la superficie dell’oceano congela si forma la banchisa di ghiaccio che è sostanzialmente acqua il cui sale è stato espulso.
Questo processo rende il mare più freddo, più salato e più denso. Attratta dalla gravità quest’acqua più densa, più fredda e più salata inizia a sprofondare facendo salire l’acqua sottostante. Mentre scivola lentamente sul fondale oceanico, viene deviata dalle valli e dalle dorsali proprio come avviene per un fiume.
Dall’Atlantico del Nord, scorre verso sud, a pochi centimetri al secondo e dopo circa 1.000 anni si imbatte nell’Antartide, il primo grande ostacolo, quindi piega ad est e incontra l’Oceano Antartico australe.
Questo oceano che lambisce l’Antartide è il crocevia di tutti gli oceani della Terra. Il flusso delle acque provenienti dal Nord Atlantico a questo punto piega di nuovo verso nord proseguendo il viaggio sia verso l’Oceano Indiano che l’Oceano Pacifico. In questo lungo viaggio si mescola con le acque che incontra modificando la sua densità e magari dopo circa 1600 anni di viaggio nelle profondità abissali troverà di nuovo la superficie.
Pioggia, acque dei fiumi e ghiaccio fuso finiscono di diluire la densità dell’acqua risospingendola fino al punto di partenza, nel Nord Atlantico. Questo ciclo che ricomincia subito si chiama circolazione termoalina, dove termo sta per calore e alina per sale. Il rimescolamento oceanico è conosciuto anche con il nome di Grande Nastro Trasportatore e svolge l’essenziale funzione di trasportare il calore. La maggior parte del calore viene infatti assorbita intorno all’equatore e il ciclo oceanico ha il compito di ridistribuirlo nelle altre aree del pianeta con una minore esposizione ai benefici effetti del nostro Sole.

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