Il massacro di Fort Apache

Il massacro di Fort Apache, 1948 (tit. originale Fort Apache) diretto da John Ford è il primo film della trilogia sulla cavalleria statunitense girata dal regista, che proseguirà con I cavalieri del Nord Ovest (1949) e Rio Bravo (1950).
Il film è un evidente richiamo allo storico massacro del VII Cavalleria di Custer presso il Little Big Horn, nel Sud Dakota, anche se il colonnello protagonista della pellicola, ed interpretato da Henry Fonda, si chiama Thursday. Ford, il maestro indiscusso del western americano, non fa però di Thursday un eroe come troppe volte accaduto nella filmografia dedicata a Custer, lo mostra per quello che è un militarista duro, ottuso e razzista e per altro con scarse capacità strategiche proprie di un buon militare.
Anche Thursday, che nella versione italiana viene chiamato Oswald Turner, conduce i suoi uomini nella trappola tesa dagli apaches, in una morte inutile quanto stupidamente eroica. Ford rappresenta i nativi americani in una maniera sostanzialmente rispettosa. Le loro ragioni – il diritto a vivere sulla propria terra, il mantenimento delle tradizioni – e le loro proteste contro i soprusi e le violenze dei bianchi, accoratamente esposte dal capo Cochise durante l’incontro con il comandante Thursday, non vengono offuscate dalla violenta battaglia finale, il cui esito disastroso per la cavalleria rimane peraltro da imputare in tutto all’ottusità del colonnello.
A far da contraltare a questo militare cosi negativo c’è la figura del capitano York interpretato da John Wayne, che rispetta gli indiani e cerca inutilmente di evitare il fatale errore del suo superiore.
Il film ha l’unica caduta di stile quando nel finale Ford sente la necessità di “celebrare” con un pistolotto l’eroica fine del colonnello e del suo reggimento, in qualche modo smentendo il filo conduttore della pellicola.
Il massacro di Fort Apache si avvale inoltre di un gruppo di talentuosi caratteristi, come Pedro Armendariz, George O’Brien e Victor McLaglen, in una delle sue ultime apparizioni cinematografiche.
Il film sancisce anche la terz’ultima prova di attrice di Shirley Temple, che ricopre il ruolo della moglie del colonnello e che all’epoca aveva 21 anni e che si ritirerà dalle scene nel 1949, all’età di 22 anni, dopo il flop dei suoi ultimi film Età inquieta e The Story of Seabiscuit .

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