La Maschinenpistole MP 18 ed MP 28

Il primo mitra in assoluto fu la pistola mitragliatrice Villar Perosa denominazione tecnica Fiat Mod.1915 ma i canoni fondamentali delle moderne armi automatiche individuali sono da ricercare nella maschinenpistole MP 18 progettata e prodotta dal celebre Hugo Schmesseir.
Queste pistole mitragliatrici ebbero la loro genesi nella necessità di dotare i Battaglioni d’Assalto tedeschi di una maggiore potenza di fuoco contro i nidi delle mitragliatrici nemiche collocate in trincee a volte distanti non più di 100 metri dalla linea d’attacco.
Il progetto a bassa priorità venne impostato nel 1916 e soltanto agli inizi del 1918 i primi esemplari furono consegnati all’Esercito tedesco.
Il modello MP 18 era un’arma semplice che utilizzava la forza di rinculo ed impiegava la caratteristica cartuccia calibro 9×19 mm Parabellum. Prodotto di ottima fattura, con una cassa in legno ed un caricatore spiraliforme di 32 colpi (mutuato dalla Luger) aveva una canna montata in un manicotto perforato per favorirne il raffreddamento in caso di tiro prolungato. Questo modello non consentiva il tiro singolo ma soltanto quello a raffica. L’Esercito Tedesco la adottò frettolosamente all’inizio del 1918 denominandola pistola mitragliatrice MP 18.I (Maschinenpistole 18.I) e ne pretese subito la produzione su vasta scala. Conseguentemente, l’impresa Bergmann di Suhl produsse 35.000 MP 18, la maggior parte dei quali forniti “a tempo di record” all’Esercito Tedesco durante l’ultimo anno di Guerra. Lo MP 18 armò molte migliaia di soldati delle Stosstruppen, le squadre di fanteria d’assalto che nel marzo 1918 spezzarono il fronte nemico durante l’offensiva “Michael”.
Se l’utilizzo fu ottimale per quanto riguarda la guerra di trincea, molti comandanti rimasero delusi quando cercarono di utilizzare questo mitra in versione mitragliatrice.
A guerra finita e con la Germania disarmata dal Trattato di Versailles, l’MP 18 fu dato in dotazione alle forze di polizia tedesca. L’Arma fu modificata dalla polizia tedesca sostituendo il caricatore mutuato dalla Luger con un semplice caricatore ad astuccio lineare, che divenne poi lo standard per i futuri sviluppi.
Nel 1929 l’arma venne di nuovo messa in produzione in Germania, sia pure, con quantitativi contingentati e limitati e la nuove denominazione di MP 28. Questo modello aveva un nuovo congegno di puntamento e soprattutto introduceva la possibilità del tiro singolo.
Il mitra venne esportato in mezzo mondo, compresa la Cina e quando scoppierà la seconda guerra mondiale, le forze armate tedesche avevano ancora in dotazione un forte quantitativo di MP 18 e MP 28. La progettazione di questa arma automatica individuale rimase di fatto inalterata fino a tutti gli anni Settanta dello scorso secolo a dimostrazione dell’efficacia e della funzionalità proprie di questa maschinenpistole.

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