Il tempo degli orologi ed il tempo soggettivo

Il tempo ha almeno due aspetti diversi, sia pure creati in maniera diversa sempre dal cervello, il tempo degli orologi che gli anglosassoni chiamano anche government time (GT) ed il tempo soggettivo, personal time (PT).
Il primo è il tempo degli orologi e definisce un tempo uguale per tutti, oggettivo. Noi vediamo il movimento delle lancette o le cifre su un quadrante di un orologio ed il cervello collega questo movimento o queste cifre al processo neuronale che lo produce e che è stato all’origine della misurazione strumentale ed oggettiva del tempo.
Il tempo personale (PT) è il tempo fenomenologico della vita ordinato secondo i processi della memoria ed è variabile, soggetto all’influsso delle emozioni.
Il PT è un sistema aperto, il GT è un sistema chiuso, rigido appositamente creato per una misurazione del tempo socio-istituzionale indispensabile alla nostra sopravvivenza.
Il tempo personale subisce invece gli effetti gradevoli e sgradevoli delle esperienze emotive. Gli esempi sono molteplici quanto banalmente intuitivi. Se assistiamo ad un film avvincente le due ore di proiezione ci sembrano scorrere più velocemente, se invece vediamo un film noioso, il tempo sembra allungarsi. Qualche anno fa a 35 persone sofferenti di aracnofobia (la paura dei ragni) sono stati mostrati per 45 secondi un bel numero di queste inquietanti bestiole. Ebbene per questo campione il tempo trascorso oscillava da 51 a 60 secondi.
E’ talmente soggettivo il tempo personale che rende indispensabile la presenza del GT (government time) pena gravissime ripercussioni sulla convivenza civile delle comunità.
Il tempo è stato creato dal cervello in modo unidirezionale, ovvero scorre sempre in avanti. Dal punto di vista della neurobiologia del tempo, i viaggi nel passato sono un’eresia ancora più profonda dei limiti previsti nella fisica per questa fantascientifica esperienza.

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