Il carro d’assalto Fiat 3000 Mod. 21

I carri armati fanno la loro comparsa durante la Grande Guerra, i primi esemplari erano grandi macchine blindate dotata di cingoli in grado di avanzare in diversi tipi di terreno e superare ostacoli come trincee larghe due metri. Al suo interno c’era spazio per 10 soldati che potevano guidarlo e utilizzare le mitragliatrici installate al suo esterno.
Questi primi prototipi non ebbero grande successo anche per problemi legati ai tubi di scappamento, si dovrà aspettare quindi i nuovi modelli del 1917 per la definitiva affermazione del carro armato. Stranamente questa nuova arma di combattimento fu sviluppata solo da francesi e inglesi, mentre i tedeschi in genere molto attenti all’evoluzione dei sistemi d’arma, di fatto ignorarono il carro armato quasi fino al termine del primo conflitto mondiale.
L’esordio in combattimento avvinne il 15 settembre 1916, con gli equipaggi ancora non addestrati, 32 carri furono inviati contro le trincee tedesche, nell’ambito della battaglia della Somme.
La metà dei carri armati fu distrutta a poche decine di metri dalla linea di partenza dell’attacco e in ogni caso il risultato complessivo dell’azione fu abbastanza modesto.
Sarà però nella battaglia di Cambray il 17 dicembre 1917 che le potenzialità della nuova arma risultarono decisive, oltre 400 carri attaccarono su un fronte di 8 km, prendendo di sorpresa i comandi tedeschi e sbaragliando le linee germaniche.
Anche l’Italia si interessò alle potenzialità della nuova arma e cercò di acquistare dalla Francia 4 carri Renault FT. La commessa però non andò a buon fine e nel 1918, l’Italia decise di avviare grazie alla Fiat la progettazione di un carro d’assalto similare a quello francese. Vennero ordinati 1200 esemplari da consegnare a partire da maggio 1919 al ritmo di 200 mezzi al mese. La fine della guerra comportò la riduzione dell’ordine a soli 100 esemplari, la cui consegna, a causa della difficile situazione interna del paese, slittò al giugno 1920. Il carro entrò in servizio nel 1921 con la denominazione ufficiale di carro d’assalto Fiat 3000 Mod. 21.
Si trattava di un mezzo leggero, che di fatto era un’evoluzione del modello francese con un equipaggio composto da due uomini, un capocarro, che occupava la torretta e che agiva anche da mitragliere o cannoniere a seconda del modello, ed un pilota. I due membri dell’equipaggio non potevano contare su mezzi di comunicazione interna e quindi il dialogo tra i due era molto difficoltoso, soprattutto in condizioni di battaglia. La corazzatura era a piastre completamente imbullonate il cui spessore variava da un massimo di 16 mm (scafo e parti laterali della torretta) ad un minimo di 6 mm (fondo scafo e portelli d’ispezione del motore). L’armamento, tutto in torretta, era costituito sul Mod. 21 da un impianto binato di mitragliatrici SIA Mod. 1918 o Fiat Mod. 29, tutte in calibro 6,5 × 52 mm Mannlicher-Carcano, raffreddate ad aria, con una riserva di 3 840 colpi. Il Mod. 31 poteva montare o le due solite SIA con 5.760 colpi oppure un cannone Vickers-Terni da 37/40 con 68 colpi a bordo. Il motore alimentato a benzina sviluppava per il modello 21 circa 50 hp di potenza. I cingoli erano costituiti, ciascuno, da 52 elementi sagomati, per una miglior presa sul terreno. Il primo impiego effettivo si ebbe nel 1926 quando una compagnia di carri Mod. 21 venne inviata in Libia nel quadro delle operazioni antiguerriglia e cooperò nella riconquista dell’oasi di Giarabub (7 febbraio 1926), accanto ad un Fiat 2000. Anche qui l’esordio non fu particolarmente brillante perchè molti dei carri d’assalto si insabbiarono miseramente.

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