I poster ed il cinema

Il primo poster in assoluto della storia del cinema è stato realizzato da Auzolle, nel 1896 per il cinématographe Lumiere. Si trattava di una locandina di rara eleganza ed in largo anticipo sui tempi. Il poster nel cinema però si afferma definitivamente intorno al 1909 quando le compagnie cinematografiche iniziarono a farsi una sempre più accanita concorrenza per accaparrarsi quote maggiori di pubblico. Uno dei primissimi esempi è il poster della Walturdaw Film Company con il suo simbolismo sull’importanza del film animato a scopi educativi. In America i poster si sviluppano ispirandosi alle locandine teatrali e frequentemente riproducono una scena particolarmente significativa del film.
Agli inizi il cinema italiano produsse poster di grande raffinatezza artistica come nel caso della pellicola Tontolini in automobile (1911). Nell’europa continentale iniziarono ad emergere scuole di cartellonismo particolarmente importanti come la sofisticata scuola ungherese che aveva preso molto sul serio il nascente cinema. I manifesti svedesi tendevano invece a mettere in mostra aspetti più frivoli come nel caso del poster realizzato per Paradiso Folle (1921) di Cecil B. DeMille.
In Germania spesso erano gli stessi gestori delle sale cinematografiche ad affidare agli artisti la realizzazione della locandina cinematografica ottenendo una produzione qualitativamente molto buona, con punte di rara eccellenza. Josef Fenneker uno dei più importanti disegnatori introdusse l’Espressionismo nelle locandine cinematografiche.
Il cinema sovietico degli Anni Venti ha prodotto un nutrito gruppo di disegnatori di talento tra i quali non possiamo non ricordare i fratelli Stenberg che realizzarono il manifesto per Arsenale (1928).
Negli anni 40 e 50 con l’introduzione del colore nel cinema, i manifesti puntarono decisamente sugli aspetti cromatici, il titolo del film appariva in grandi caratteri, come il nome dell’attore protagonista.
Negli anni sessanta e primi settanta si preferì offrire più spazio all’immagine con fotografie di notevole qualità artistica (vedi per esempio Easy Rider o i film di Andy Warhol).
Negli anni Ottanta iniziano timidamente ad apparire nuove tecniche di illustrazione anche se, predomina ancora, il disegno come principale forma espressiva (vedi il blockbuster Indiana Jones). Negli anni novanta le composizioni fotografiche con le immagini degli attori prevalgono nettamente sulle illustrazioni artistiche, la ricerca grafica diventa marginale. Le locandine da ricordare sono rare, si possono citare per esempio quelle di il silenzio degli innocenti, “thelma e louise” o American Beauty.
Nel primo scorcio del Ventunesimo secolo sotto la concorrenza dei teaser trailer si sono diffusi anche i teaser poster, che si limitano ad un’immagine ben riconoscibile e alla data d’uscita. Esemplare in questo senso quello di Superman Returns.

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