Il volo di Hess

Walter Richard Rudolf Hess era ancora nominalmente il Vice Fuhrer nel maggio del 1941 ma ormai da quasi due anni il suo potere era fortemente declinato, soprattutto a favore del suo ex segretario personale Martin Bormann che aveva saputo conquistarsi i favori del leader nazista.
Quando Hitler ed i principali gerarchi nazisti si riuniscono per l’ultima messa a punto dell’invasione della Polonia, Hess non è tra gli invitati.
E’ un uomo ossessionato dalle scienze occulte e dell’astrologia, sempre più chiuso in se stesso, incapace di gestire gli intrighi e le sfrenate lotte che si consumano nel “cerchio magico” di Hitler. Da sempre Hess è un ammiratore della Gran Bretagna che ritiene l’unica nazione degna di rispetto ed è sempre più preoccupato della piega che sta prendendo la guerra con la Germania ormai in procinto di attaccare l’URSS e di aprire quindi un secondo, pericolosissimo fronte.
Matura quindi un piano folle quanto spregiudicato. A Churchill intende far sapere che la Germania si impegna a garantire le ambizioni imperiali dell’Inghilterra se in cambio Londra lascerà via libera a Berlino. Ha deciso di partire da solo per testimoniare questa volontà, convinto di servire il suo Fuhrer. Delle potenze soprannaturali gli hanno dettato il suo destino in sogno, e ora spetta a lui adempierlo.

Va a trovare Willy Messerschmitt nella sua officina di Augusta e gli chiede di imparare a pilotare un Bf 110, ottenendo l’uso personale di un velivolo senza codice operativo che farà adattare per l’occasione: smontati gli armamenti di bordo, la carlinga viene munita di serbatoi supplementari in grado di portare l’autonomia dell’apparecchio a 4200 chilometri, pari a dieci ore di volo.

Per mesi si esercita nel pilotare questo aereo modificato ed il 10 maggio 1941, dopo un ultimo saluto al figlioletto adorato, alle 17,45 ora centroeuropea, il Messerschmitt Bf 100, codice radio VJ+OQ, si solleva dalla pista dell’aerodromo di Augusta, a una sessantina di chilometri da Monaco.

Quella notte è in corso un raid notturno della Luftwaffe su Londra, il Vice Fuhrer che indossa per l’occasione una divisa nuova dell’aeronautica militare tedesca, fa rotta verso il Nord dell’Inghilterra, più precisamente in Scozia.

Prima di decollare ha scritto un’ultima lettera ad Hitler incaricando un suo subalterno di consegnarla al Fuhrer quattro ore dopo la sua partenza.
Alle 22,05, al termine di quattro ore di volo, dopo avere percorso quasi 1600 chilometri, l’apparecchio, che ormai vola a bassa quota, tra i 32 e i 50 piedi, entra nello spazio aereo inglese passando per il piccolo arcipelago delle isole Farne.

Le sentinelle lo avvistano ma Hess riesce a sfuggire ai caccia inglesi e si dirige verso la sua meta:cioè la proprietà del duca di Hamilton a Dungavel, che il gerarca nazista reputa un simpatizzante della Germania.

Alle 23.00 convinto di essere nei pressi del suo obiettivo si lancia con il paracadute per la prima volta nella sua vita e atterra in un campo nei pressi di Eaglesham. La proprietà del duca dista circa una ventina di chilometri. Ferito alla caviglia, Hess viene arrestato dalle autorità britanniche verso mezzanotte.

Nelle prime ore della mattina del 11 maggio grazie al duca di Hamilton viene ufficialmente identificato. Nel frattempo Hitler viene a conoscenza attraverso la lettera delle intenzioni del suo ex delfino e reagisce furiosamente. Il “tradimento” di colui che aveva la tessera n. 16 del partito nazista, colui che era con lui, fin dai primissimi tempi della sua marcia verso il potere è inconcepibile per Hitler.

Quel tentativo infruttuoso di stipulare una pace separata con la Gran Bretagna sarebbe rimasto per anni uno degli enigmi irrisolti del XX secolo, tante sono state le speculazioni di ogni genere per un episodio cosi sconcertante. Alcuni dettagli della trasvolata di quel sabato 10 maggio 1941 rimangono oscuri ancora oggi, dal momento che una parte dei documenti inglesi relativi a quell’evento è tutt’ora coperta dal segreto militare.

Perché Hess ha fatto una cosa del genere? Ed Hitler ne era al corrente, al di la delle reazioni “ufficiali”? Si è molto discusso su questo tema e le scuole di “pensiero” sono tutt’ora non concordi. Probabilmente Hess ha maturato quella decisione credendo di interpretare i desideri del Führer.

Quando Hess viene arrestato in Inghilterra, tutti i suoi collaboratori diretti vengono incarcerati. La stampa nazista parla di malattia mentale. Il Führer dichiara che se mai rientrerà in Germania lo farà rinchiudere in un manicomio o fucilare sommariamente.

Rudolf Hess rimarrà imprigionato in Inghilterra fino al 1945 per essere estradato e processato a Norimberga. Alcuni psichiatri hanno constatato in quel periodo i sintomi di una grave paranoia e di una follia dilagante.

Al Processo di Norimberga nel 1946 Hess, imputato in tutti e quattro i capi d’accusa, fu considerato colpevole di “cospirazione per commettere crimini contro la pace” e di “aver pianificato, iniziato e intrapreso delle guerre d’aggressione”. Fu condannato all’ergastolo. Per l’esecuzione della pena fu rinchiuso nel carcere di Spandau, a Berlino Ovest. Numerose furono in seguito le richieste di grazia, soprattutto dopo che Hess era rimasto l’unico detenuto del carcere dopo la liberazione degli altri nazisti condannati a pene detentive, rimaste sempre inascoltate per l’intransigenza dell’URSS e il mancato appoggio del Regno Unito.
Mori’ all’età di 93 anni, il 17 agosto 1987, proprio quando forse era in procinto di essere liberato venuto meno il veto sovietico.

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