Le scale di Planck

C’è un confine oltre il quale le leggi della fisica che attualmente conosciamo perdono di significato. Non sono più applicabili. Questo limite, questo confine si calcola abbastanza facilmente e prende il nome di “scala di Planck”.
Max Planck (1858-1947) è stato uno dei più grandi fisici tedeschi, tra i principali “fondatori” della meccanica quantistica e Premio Nobel per la Fisica. Esiste una scala di Planck per ogni fenomeno della fisica: spazio, tempo, energia.
Il tempo di Planck, ovvero il limite oltre il quale il concetto di tempo perde qualunque significato, si calcola combinando le costanti che caratterizzano i fenomeni relativistici, gravitazionali e quantistici.
Questo “numero magico” oltre il quale il concetto di tempo “evapora” è  1044 secondi  ovvero un centomilionesimo di miliardesimo di un miliardesimo di un miliardesimo di un miliardesimo di secondo.

Il tempo di Planck è cosi incomprensibilmente piccolo che non esiste alcun orologio per quanto sofisticato in grado di misurarlo. Sotto questa vertiginosa soglia, semplicemente, il tempo non esiste più.

La sorella spaziale della scala di Planck misura invece il limite oltre il quale il concetto di lunghezza non esiste più, ovvero 1035 centimetri.
In altre parole un milionesimo di un miliardesimo di un miliardesimo di un miliardesimo di millimetro.

Esiste anche una scala di Planck per l’energia che si calcola con la seguente formula:

 1,956 × 109 J {\displaystyle \approx } 1,22 × 1019 GeV

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