Le pulci prediligono anch’esse le regioni care agli amanti

Cosi scriveva sarcasticamente Robert Musil. In realtà quando parliamo di questi fastidiosi e talvolta pericolosi animaletti, ci riferiamo alle oltre 2000 specie di Siphonaptera, vale a dire parassiti esterni ematofagi che si nutrono del sangue di mammiferi (94%) e uccelli.

Fra le specie di pulci più comuni si possono citare la Ctenocephalides felis (parassita del gatto), Ctenocephalides canis (parassita del cane e che pare in via di estinzione), Pulex irritans (parassita dell’uomo), Nosopsyllus fasciatus e Xenopsylla cheopis (parassiti del ratto).

Pare che le pulci si siano evolute nel Giurassico, circa 150 milioni di anni fa, da antenati alati e che nel corso dell’evoluzione abbiano perso le ali e quindi la capacità di volare, mantenendo però una formidabile capacità di effettuare salti ai limiti dell’incredibile in rapporto alle loro piccolissime dimensioni.

E come gli amanti (e forse più) le capacità “amatorie” delle pulci sono singolari quanto impressionanti. Per potersi riprodurre sia il maschio che la femmina devono aver fatto un pasto di sangue nelle ultime 24 ore, ma la copula può avvenire sia sull’ospite che nell’ambiente.
Il maschio e la femmina si avvicinano saltellando, ed il maschio che sembra avere l’apparato genitale più complesso del regno animale, la tocca delicatamente con i palpi massillari. Poi gli va dietro, si infila sotto di lei, bloccando la femmina con le antenne, ripiega verso l’alto l’addome agganciando la femmina con strutture chiamate claspers e finalmente estrude il lunghissimo pene, penetrandola e fecondandola internamente come tutti gli insetti.
La durata media della copula nella pulce del gatto e di circa 61 minuti! Con una vita sessuale cosi intensa le pulci, a seconda della specie e delle condizioni del loro habitat, sfornano un bel numero di “pulciotti”, si va dalle 4-8 uova deposte dopo ogni copula della pulce dell’uomo, alle circa 25 di quelle del gatto anche per un mese di fila!
Una delle caratteristiche più note di questo animale è la straordinaria capacità di saltare, ai limiti della fisiologia animale. Quando una pulce salta può raggiungere un’accelerazione di 200g!
L’accelerazione di gravità corrisponde a 9,8 metri al secondo e per darvi un’idea di cosa è in grado di fare e sopportare una pulce, un caccia F16 può raggiungere i 9g mentre un pilota superati gli 8,5g rischia di perdere coscienza.
La pulce orientale del ratto è in grado di saltare per 72 ore di fila, facendo una media di 600 salti all’ora!
L’azione patogena di questi animaletti è accertata anche se fortunatamente molto meno diffusa di un tempo, essi possono essere vettori di batteri e virus anche molto pericolosi e quindi una particolare attenzione deve essere posta nella cura dei nostri animali domestici cani, gatti e criceti principali ospiti di questo saltellante mostriciattolo.

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