Attacco al Nord #2 L’invasione

Poco dopo la mezzanotte del 9 aprile 1940 colonne motorizzate tedesche superano i confini della Danimarca mentre contemporaneamente navi da guerra entrano nelle acque territoriali danesi e sbarcano truppe nei pressi di Zealand e Fyen.
Quando la mattina di martedi 9 i cittadini di Copenaghen si svegliano e vanno al lavoro con l’immancabile bicicletta osservano stupiti soldati tedeschi appena sbarcati sui moli del porto. Inizialmente qualcuno crede che si trattino di comparse radunate per girare un film tanto appaiono quei soldati tranquilli e rilassati, ma ci vorranno poche ore perché il popolo danese si renda conto che la loro sovranità era finita.

Un contingente di soldati tedeschi attacca la cittadella ed il Palazzo reale, dopo un breve conflitto a fuoco con le guardie danesi occupano gli edifici. In tutto lo Jutland le forze naziste guidate dal generale Kurt Himer non incontrano praticamente resistenza, prima di mezzogiorno tutta la Danimarca è occupata.

Il vecchio re Cristiano X, settantenne, rifiuta l’ordine di mobilitazione generale proposto dal suo Capo di Stato Maggiore e su consiglio dei suoi ministri firma la resa incondizionata.
Il bilancio dell’occupazione sarà di 23 feriti tra i soldati tedeschi e di 13 morti ed una ventina di feriti tra le forze di difesa danesi.
Se l’invasione della Danimarca è di fatto una passeggiata per le truppe tedesche, con la Norvegia sarà tutt’altra cosa. Quando alle 5 e 30 dello stesso giorno l’ambasciatore tedesco ad Oslo presenta l’ultimatum al Ministro degli Esteri norvegese riceve un secco rifiuto e la promessa che la Norvegia non si arrenderà mai.

Il re Haakon VII (nato principe Carlo di Danimarca e fratello di Cristiano X) è di tutt’altra pasta del fratello e come prima mossa, lui ed il suo governo con una trentina di camion abbandonano Oslo per rifugiarsi tra le montagne con tutto l’oro della Banca di Norvegia ed i documenti segreti dello Stato.
All’alba le navi tedesche attaccano i cinque obiettivi individuati dal piano Falkenhorst, sbarcando truppe che non hanno grande difficoltà a prendere possesso delle cittadine portuali. L’unica resistenza di un certo peso avviene a Bergen dove un incrociatore tedesco viene danneggiato dal tiro di artiglieria, ma entro mezzogiorno tutto è finito.

Ad Oslo invece si registreranno le maggiori perdite tedesche. Le batterie della fortezza di Oskarborg cannoneggiano furiosamente la flotta tedesca ed affondano l’incrociatore pesante Blucher, un cacciatorpediniere e danneggiano seriamente la corazzata Lutzow e l’incrociatore Embden. Le forze norvegesi uccidono con questo poderoso sbarramento di artiglieria oltre 1600 marinai tedeschi e catturano il contrammiraglio Kummertz.

La flotta tedesca è costretta a ritirarsi. Sarà un lancio di cinque compagnie di paracatudisti nei pressi dell’aeroporto a consentire la presa della capitale norvegese. Il ritardo nell’occupazione di Oslo costerà ai nazisti la fuga della preda più ambita, re Haakan VII e tutto il parlamento norvegese hanno già infatti riparato Hamar a 160 km a nord di Oslo e nella tarda serata del 9 aprile si spingeranno per maggior sicurezza verso Elverum nei pressi della frontiera con la Svezia.

…..continua….

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