L’elogio della sculacciata di Jacques Serguine

Jacques Serguine, pseudonimo di Jacques Gouzerh, è uno scrittore francese nato ad Avon nel 1935 “specializzato” nella letteratura erotica. Scrive il suo primo romanzo nel 1959 per Gallimard, “Le fils de Rois” ma le sue opere più conosciute e famose sono “Crudele Zelanda”, un classico del romanzo erotico vittoriano ed “Elogio della sculacciata” un’opera che si colloca a metà strada tra il  saggio e il   romanzo.

La tesi che sostiene Serguine in quest’ultima opera è che la sculacciata sia una pratica quasi indispensabile all’interno della vita erotica di una coppia. Essa rappresenta per l’autore la via d’uscita più semplice e razionale all’impossibilità della coesistenza pacifica della coppia, un ottimo rimedio agli odi silenziosi e agli asti inespressi della vita coniugale.

Per Serguine che quasi ritualizza questo gesto erotico, la sculacciata deve essere preventiva e non curativa, nascere da un sentimento e non da un risentimento, nutrirsi della propria attesa e quindi della propria ineluttabilità.

Serguine sottolinea l’assoluta necessità che essa rifugga da qualunque forma di sadismo e che non si caratterizzi mai come gesto punitivo.

Più vicino alla forma saggio che a quella del romanzo “L’elogio della sculacciata”, 96 pagine per le Edizioni ES è senza dubbio un’opera che si presta a più di una riflessione e ad una profonda e radicale divergenza nei giudizi.  “L’elogio” risente fortemente del periodo nel quale è stato scritto, quegli anni Settanta nei quali la rivoluzione sessuale innescata nel  1968 raggiungeva, forse, il suo apice più trasgressivo.

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