La fine dell’età aurea e l’avvento di Zeus

Non era facile essere figli dei primi dei greci, egocentrici, timorosi di perdere il loro potere, crudeli i loro padri spesso non esitavano a ricorrere a misure estreme per liberarsi di loro. Abbiamo visto in un post precedente come Urano, confinava i figli avuti da Gea, nelle profondità della Terra, ancora peggiore la sorte che toccherà ai figli di Crono.

Crono il più giovane dei figli di Urano e Gea, sposò la sorella Rea. I matrimoni fra consanguinei erano piuttosto diffusi agli albori della mitologia greca.
Crono aveva appreso dalla madre Gea e dal padre, Urano il Cielo stellato, che era suo destino venir cacciato dal trono da un figlio forte. Perciò stava sempre in sospetto e divorava i suoi figli, e questo procurava a Rea un dolore insopportabile.

Quando Rea rimane incinta di Zeus, il futuro padre degli dei e degli uomini, chiese consiglio ai suoi genitori Urano e Gea per capire come poter evitare l’ennesimo infanticidio.
Gea porta la figlia sull’isola di Creta per nasconderla a Crono e permetterle di partorire in sicurezza. Dopo il parto nascondono il piccolo in una grotta del monte Aigaion.
Rea avvolge nelle fasce un grosso masso e con questo si presenta al cospetto di Crono. Crono, credendo che l’involto nelle fasce nascondesse l’ultimo neonato lo ingoio, divorandolo come aveva fatto fino a quel momento con tutti i figli avuti da Rea, ignaro che colui che lo avrebbe spodestato cresceva, sano e salvo, nelle boscaglie del monte Aigaion.

Cresciuto Zeus incatena Crono mentre costui dorme inebriato dal miele e lo costringe a liberare tutti i fratelli ingoiati dal padre, compresi i Ciclopi imprigionati da Urano, ottenendo da loro, per gratitudine, il potere del tuono e del fulmine.

Con la destituzione di Crono, si chiude per la mitologia greca, la cosiddetta età aurea. Secondo Esiodo, insieme ad Omero uno dei principali cantori dei miti greci, si tratta della prima età mitica, il tempo di «un’aurea stirpe di uomini mortali», che «crearono nei primissimi tempi gli immortali che hanno la dimora sull’Olimpo. Essi vissero ai tempi di Crono, quando regnava nel cielo; come dèi passavano la vita con l’animo sgombro da angosce, lontani, fuori dalle fatiche e dalla miseria; né la misera vecchiaia incombeva su loro […] tutte le cose belle essi avevano»

Si chiude inoltre con la sconfitta di Crono anche l’età pre-olimpica degli dei e sotto il regno di Zeus si sussegueranno, sempre secondo Esiodo, altre quattro ere in ordine cronologico: l’età dell’argento, l’età del bronzo, l’età degli eroi e l’età del ferro.

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