La scoperta dei raggi X

Wilhelm Conrad Röntgen nasce nel 1845, figlio di un commerciante benestante di Lennep in Germania. All’età di tre anni la sua famiglia si trasferisce in Olanda ed è li che il giovanissimo Röntgen inizia il suo percorso di studi.
Durante le superiori viene espulso per non aver rivelato l’identità di un compagno che aveva avuto un comportamento irriguardoso nei confronti di un docente. Questa situazione costringe Röntgen, privo del diploma di scuola superiore, a frequentare l’università nei Paesi Bassi solo in qualità di uditore.
Per ovviare a questa situazione, venuto a conoscenza che il Politecnico di Zurigo, previo il superamento di esame di ammissione, accettava anche la frequenza di studenti senza il necessario titolo di studio della scuola superiore, Röntgen si candida, supera il test e nel 1868,si laurea con una tesi sullo ‘studio sui gas’ diventando uno degli studenti preferiti di August Kundt, professore di Fisica Sperimentale della Scuola Politecnica.
Inizia cosi il suo percorso di studio e di ricerca nella fisica.
Nel 1895 Rontgen stava indagando sulle proprietà dei “raggi catodici” che attraversavano un tubo di vetro su cui era stato fatto il vuoto.
I raggi venivano prodotti grazie ad una corrente ad alta tensione sotto forma di scarica elettrica.
Röntgen notò che utilizzando una corrente abbastanza potente era in grado di ottenere certi “raggi” che parevano uscire dal tubo stesso.
I raggi facevano brillare un foglio di carta posto vicino al tubo che era stato dipinto da una soluzione di platino-cianuro di bario.

Per indagare meglio su questo fenomeno Röntgen ricopri’ il tubo con un cartoncino nero per bloccare l’emissione della luce visibile. Poi avviò di nuovo la scarica elettrica e riusci ad osservare uno strano luccichio che si era prodotto su uno schermo fluorescente, casualmente lasciato su un tavolo posto a circa sei metri dall’apparato.
Questo luccichio era troppo lontano perchè si trattasse di “raggi catodici vaganti” (elettroni).
Il fisico tedesco aveva accidentalmente scoperto che il tubo produceva dei raggi capaci di penetrare i materiali che lui battezzò raggi X.

In poche settimane Röntgen fu in grado di “fotografare” le ossa della mano di sua moglie ed anche il suo stesso scheletro, rimanendo a tal punto impressionato da questo risultato da esclamare “Ho fotografato la mia morte”.

Quello che Röntgen aveva scoperto era che in certe condizioni gli elettroni che vengono normalmente emessi dai tubi catodici si trasformano in una radiazione elettromagnetica con la capacità di penetrare quasi qualsiasi materiale. Nella storia della scienza è accaduto assai raramente che una scoperta sia stata divulgata così rapidamente come è avvenuto per i raggi X e che abbia avuto tanto impatto sull’ opinione pubblica. A suscitare particolare interesse furono le foto che mostravano le sensazionali applicazioni dei raggi in ambito medico.

Soltanto successivamente Röntgen scopri’ che il piombo era in grado di bloccare i raggi X impedendo il loro passaggio.
Per questa scoperta Wilhelm Conrad Röntgen nel 1901 vinse il primo Premio Nobel per la Fisica. Morirà a Monaco di Baviera il 10 febbraio del 1923, a lui è stato intitolato nel 2004 l’elemento chimico 111, il Roentgenio, sintetizzato in laboratorio nel 1994.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.