Sanremo Story: gli improbabili

Gianfranco De Angelis negli anni Settanta è un attore di fotoromanzi. Sotto contratto con la Lancio, il giovane romano classe 1953 è un vero e proprio divo del genere. Sono anni nei quali la televisione è ancora fondamentalmente solo RAI e le soap opera sono la da venire e “Grand Hotel”, rivista per la quale interpreta molti fotoromanzi, riscuote un enorme successo, soprattutto tra il pubblico femminile.
De Angelis è anche un cantante sia pure di modesto successo, uno dei suoi produttori riesce a farlo entrare nella potente RCA, casa discografica diretta all’epoca da Ennio Melis. E cosi’ il “divo dei fotoromanzi” si ritrova a partecipare al Festival di Sanremo, nell’edizione del 1980.

Sanremo attraversa all’epoca una delle sue fasi di stanca, in televisione si trasmette soltanto l’ultima serata il resto va sulle frequenze di Radio Uno. Gianni Ravera è il patron indiscusso e tenta disperatamente di portare Dalla e De Gregori, al Festival. E’ la stagione dei cantautori e sarebbe un bel colpo per il Festival.
Ravera fa trapelare la notizia della loro partecipazione, ma subisce uno smacco clamoroso con il doppio rifiuto dei due artisti. Si dice che per questo penalizzerà gli artisti della RCA in gara.
Non è però per il presunto rancore di Ravera che De Angelis che presenta la canzone “E pensare che una volta non era cosi” scritto da Cassella e Spasiano sarà una delle tante improbabili, meteore di Sanremo.
Il brano non supera le selezioni, non approderà alla serata finale e non lascerà traccia di se neppure a livello commerciale.

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