L’Italia violenta degli Anni Ottanta

Il periodo che va dal 1980 al 1993 è stato uno dei più violenti e drammatici della storia repubblicana. L’Italia era senza ombra di dubbio uno dei paesi più pericolosi del mondo.
La guerra delle organizzazioni criminali mafia, camorra e drangheta soprattutto nel mezzogiorno del paese provocò in quegli anni una vera mattanza.
Secondo stime attendibili in quel periodo solo a Palermo ci furono qualcosa come 1.000 morti, Catania 1.200, Agrigento 500, Caltanissetta 315, Trapani 200 ed altri 500 nelle restanti province siciliane.
Nella sola provincia di Reggio Calabria tra il 1980 ed il 1993 si raggiunsero le 2.000 uccisioni, cifra eguagliata nello stesso periodo dalla sola città di Napoli.
Per avere un’idea delle proporzioni la prima Guerra del Golfo aveva causato alla coalizione alleata circa 350 vittime comprese quelle per fuoco amico.
Se paragoniamo l’ampiezza e la crudeltà di questo scontro cruento tra cosche mafiose per il controllo del territorio e tra Cosa Nostra e lo Stato, ci rendiamo conto come la stagione del terrorismo che pure mediaticamente ebbe un peso maggiore fu poca cosa, se rapportata al numero delle vittime.
La violenza politica, cosiddetta di estrema sinistra, in Italia tra il 1978 ed il 1993, ad opera della quarantina di organizzazioni grandi, piccole e piccolissime produsse 104 vittime oltre a 52 terroristi uccisi per lo più in scontri a fuoco con le forze dell’ordine.

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