La Terra dei Cachi

Prima serata del 46mo Festival di Sanremo, 20 febbraio 1996. Ore 21.28. La serata inaugurale procede con la consueta, rassicurante ed ordinata monotonia, quando sul palco dell’Ariston sale un gruppo musicale piuttosto singolare: Elio e le Storie Tese.

Stefano Belisari, in arte Elio, indossa un vistoso parrucchino e finge un inciampo iniziale, dopo il gruppo interpreta “La terra dei cachi” una canzone allusiva ed irriverente sui mali e le contraddizioni del Belpaese.
Il riscontro del pubblico dell’Ariston è buono cosi come quello della critica.

Il giorno successivo durante la seconda esibizione Elio tira fuori dal costume di scena un terzo braccio, formando l’immagine grottesca ed asimmetrica del più strano cantante mai visto a SanRemo.

La terza giornata impone che tutti i concorrenti della più importante manifestazione canora italiana presentino un estratto di massimo un minuto delle canzoni in gara.

Elio e le Storie Tese interpretano il brano in modo accelerato e sincopato ed in 55 secondi esatti cantano l’intera canzone davanti ad un pubblico sbigottito e sorpreso.

Vanno in finale come favoriti, ma si piazzeranno secondi, come anticipato da uno scoop di “Striscia la Notizia” i vincitori saranno Ron e Tosca con il brano “Vorrei incontrarti tra cento anni”.

A novembre dello stesso anno un’inchiesta rivela come molte delle schede con il voto a favore di Elio e le Storie Tese siano state stranamente annullate, segno di una vittoria pilotata, ma  “La Terra dei Cachi”  ha comunque vinto commercialmente.

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