Una stella madre di due buchi neri

Da quando nel 2015 LIGO ( Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory) ha rilevato per la prima volta gli effetti delle onde gravitazionali, previste da Einstein, molti studi e ricerche sono partiti sui frutti di questo storico evento.
Uno di questi studi coordinato da Joseph Fedrow, dell’Yukawa Institute for Theoretical Physics della Kyoto University ipotizza che la coppia di buchi neri che girano vorticosamnte l’uno intorno all’altro, responsabili delle onde gravitazionali percepite da LIGO, siano entrambi il frutto del nucleo interno di una stella che subiva un collasso gravitazionale.

Lo studio ha creato un modello, grazie all’utilizzo di sofisticati e potenti computer, che ha riprodotto il fenomeno osservato con sorprendente corrispondenza di risultati.

Lo studio dimostra che se i buchi neri si formano in un ambiente stellare ad alta densità, il tempo necessario per la loro fusione diminuisce. Se la densità si abbassa a livelli simili al vuoto, le onde gravitazionali risultanti corrispondono a quelle dell’evento osservato.

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