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SCIENZA & DINTORNI

Blog di divulgazione storica e scientifica

Godless

DiNatale Seremia

Dic 12, 2017

Se il genere western è praticamente moribondo sul grande schermo gode invece di ottima salute nelle serie televisive. Sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo ma anche delle varie declinazioni del genere il western gode nel sempre più importante mondo delle serie tv di una nuova giovinezza creativa e produttiva.
Da “Deadwood”, forse l’antesignano delle nuova ondata di produzioni del 2004, a “Vegas” (2012), da “Westworld” (2016) che coniuga west e fantascienza al recentissimo “Hatfield e McCoys” la miniserie con Kevin Costner vincitrice di 5 Emmy ed un Golden Globe fino a “Texas Rising” del 2015, miniserie che narra la nascita del corpo dei Rangers.
Ultima arrivata, ma certamente uno dei migliori prodotti del genere è “Godless” (2017). Le sette puntate di circa un’ora ciascuno che compongono la serie sono ambientate nel 1884, nella tarda epopea del west americano.
Frank Griffin è un fuorilegge che va alla ricerca del suo ex amico e figlio adottivo, Roy Goode, che lo ha tradito. Tutto diventa complicato per Frank Griffin quando scopre che Roy si nasconde in una città chiamata La Belle, dove un disastro minerario ha ucciso praticamente quasi tutti gli uomini. La Belle è quindi popolata e governata quasi esclusivamente da donne. Loro faranno di tutto per proteggere la loro città dalla vendetta di Griffin, il quale aveva giurato di uccidere chiunque avesse aiutato Goode a nascondersi.
La serie si avvale di una galleria di personaggi femminili e maschili straordinari, da Jeff Daniels che interpreta il bandito “pastore” Frank Griffin che scorazza tra New Messico ed Arizona con la sua banda di trenta pistoleros a Alice Fletcher, interpretata dalla bravissima Michelle Dockery.
Tra squarci di paesaggi che ci immergono in un immaginario mondo perduto, vicende personali che si intrecciano, la serie scorre come un torrente impetuoso verso l’inevitabile conclusione.
Godless che siamo sicuri si aggiudicherà più di un Emmy è disponibile sulla piattaforma Netflix.
Assolutamente da non perdere anche per chi non ama particolarmente questo genere.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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