I Black Friday della storia

Venerdì scorso si è officiato il rito del Black Friday, ovvero la santificazione del consumismo occidentale. L’origine di questa definizione è dubbia, secondo alcuni negli anni Sessanta dello scorso secolo, periodo nel quale si afferma il Black Friday, i registri contabili dei negozianti si compilavano a penna, usando inchiostro rosso per i conti in perdita e quello nero per i conti in attivo. E nel venerdì dopo il ringraziamento, grazie a queste promozioni, i conti finivano decisamente in nero.
Secondo un’altra teoria il termine “nero” sarebbe stato causato dal traffico sulle strade e dalla congestione nei negozi, provocata da migliaia di americani attirati da sconti – validi soltanto quel giorno – anche dell’80 per cento. La prima volta che se ne parlò, sembra essere stato nel 1961 quando a Philadelphia il venerdì dopo il Ringraziamento fu davvero contrassegnato da una grande congestione del traffico urbano.
Qualunque sia l’origine, ci sono però altri “Black Friday” nella storia, meno rutilanti e pieni di aspettative consumistiche e purtroppo più intrisi di tragedie e sangue.

12 dicembre 1969, in una giornata piovigginosa e tardo autunnale in Piazza Fontana ed esattamente nei locali della Banca Nazionale dell’Agricoltura, alle 16.37 in punto, esplodeva un ordigno che toglierà la vita a 17 persone, ferendone altre 86. Altre quattro bombe esplodono in meno di un’ora a Milano. Nasce la cosiddetta “strategia della tensione”.

6 ottobre 1995 a Parigi, un gruppo islamico algerino compie un attentato presso la fermata della metropolitana Maison Blanche causando 18 feriti.

Il 20 novembre 1942 la città di Torino viene bombardata dalle ore 21.30 fino alle ore 23.00 da 232 aerei alleati (Lancaster, Wellington, Stirling, Halifax). Il bombardamento causò 177 morti e 120 feriti.

30 giugno 1944, a Sommariva Perno, un paesino nei pressi di Alba, i tedeschi fanno un’incursione uccidono quattro persone, feriscono una ragazza di 20 anni e si danno ad uno sfrenato saccheggio prima di lasciare il paese. Un gruppo di partigiani li intercetta e dopo un furioso scontro a fuoco catturano sei tedeschi.

Concludiamo questa brevissima e molto parziale carrellata con quanto accadde venerdi 22 novembre 1963, a Dallas, mentre il corteo presidenziale transitava per le strade della città, alle ore 12.30 veniva mortalmente colpito dai colpi esplosi con una carabina di fabbricazione italiana, “Carcano 91” dall’attivista ed ex militare Lee Harvey Oswald, il Presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy. Omicidio che neppure la parziale desecretazione dei documenti top secret voluta da Trump ha chiarito in tutte le sue zone grige ed equivoche.

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