Acqua=vita? Forse le cose non stanno esattamente cosi’…..

Il lancio del telescopio spaziale James Webb è previsto per il 2019. Una volta nello spazio, il telescopio passerà gran parte del suo tempo a studiare pianeti potenzialmente simili alla Terra, alla ricerca della presenza di vita aliena.
Il tempo che potrà essere utilizzato per ogni singolo studio è limitato, anche per questo si è aperto un dibattito nella comunità scientifica sui parametri da considerare con più attenzione in quella che ormai pare la mission principale della ricerca spaziale: la vita oltre la Terra.
Dal 13 al 17 novembre, un nutrito gruppo di “cacciatori di pianeti abitabili” si è incontrato a Laramie (USA) per confrontarsi sui modi migliori per esplorare la vita oltre la Terra. Molti hanno iniziato a sostenere che la definizione standard di abitabilità – acqua liquida sulla superficie di un pianeta – non è il fattore che dovrebbe guidare l’esplorazione dei pianeti extrasolari.
Secondo alcuni studi recenti, infatti, i pianeti acquatici possono essere tra i posti peggiori dove cercare esseri viventi. Uno studio presentato al meeting mostra che un pianeta coperto di oceani potrebbe essere privo di fosforo, una sostanza nutritiva senza la quale la vita di tipo terrestre non può prosperare.
Ma non è tutto. L’eccessiva presenza d’acqua liquida potrebbe esercitare così tanta pressione sul fondo del mare che l’interno del pianeta non sarebbe affatto fuso.

I pianeti necessitano almeno in parte di un interno fuso per sostenere l’attività geologica, come nel caso della tettonica a placche, e per fornire l’ambiente geochimico giusto per la vita. E’ nota infatti l’influenza positiva nell’evoluzione della vita terrestre della tettonica a placche.

In conclusione, l’acqua liquida continua ad essere un elemento primario per la ricerca della vita extraterrestre ma andrebbe sempre più associata ad altri fattori e parametri, ridisegnando i criteri della cosiddetta fascia abitabile.

I ricercatori che si sono incontrati a Laramie, nella maggioranza dei casi, non si sono mostrati molto ottimisti sui tempi necessari per individuare certe e consistenti tracce di vita aliena, indicando come finestra temporale più probabile il decennio 2050-2060.

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