Tex e la fantascienza

Non sono rare le incursioni di Tex nel mondo della fantascienza, genere che con il West americano avrebbe tutto sommato poco a che fare. Una delle avventure più didascaliche in questo senso è quella dell’albo n. 161 “Il fiore del male”.
In questa storia sceneggiata da Gian Luigi Bonelli e disegnata dal grande Letteri un misterioso meteorite precipita nei pressi del territorio degli indiani Hopi.
Degli strani ricci verdi, che hanno l’inquietante caratteristica di uccidere uomini ed animali, succhiando vampirescamente fino all’ultima goccia di sangue, semina la morte tra i pastori hopi. La notizia giunge ad Aquila della Notte che inizialmente va alla ricerca di questo misterioso assassino. Tex ed i suoi pards scoprono alla fine il nesso tra le morti dei pastori hopi e di coloni ed i terribili ricci verdi che agiscono di notte e sembrano entrare in letargo di giorno.

A questo punto si rivolgono allo scienziato per antonomasia della serie, il rubicondo El Morisco che riuscirà ad intuire che questi esseri venuti dallo spazio appartengono al mondo animale e non a quello vegetale come erroneamente ritenuto.

Prima che la situazione diventi incontrollabile El Morisco scopre l’arma che può eliminare il terribile pericolo alieno: l’alcool.
E cosi le autorità militari e civili seguendo le indicazioni di Tex eliminano tutti i pestiferi ricci verdi dalla regione con grande costernazione di El Morisco che avrebbe voluto conservarne alcuni esemplari per studiarli più a fondo.
In questa storia ci sono tutti i paradigmi della fantascienza: un meteorite misterioso che precipitando dallo spazio porta una letale specie aliena sulla Terra, la difficile individuazione del “nemico” e la casuale scoperta dell’agente in grado di batterlo e distruggerlo.

Probabilmente Tex non da il meglio di se in questo genere di storie e solo la presenza del personaggio di El Morisco riesce a rendere l’avventura godibile.

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