Chimica e spie

Il 26 maggio del 1942 un sottomarino tedesco sbarca segretamente nei pressi di Long Island un gruppo di spie naziste coordinate da Georg John Dasch.
I quattro commettono un passo falso e vengono ben presto catturati. L’Fbi che coordina le attività di controspionaggio non ricava niente dai documenti e dagli effetti personali delle spie. Solo uno strano particolare li insospettisce, Dasch ha un numero spropositato di fazzoletti bianchi tra i suoi capi d’abbigliamento.
Furono i chimici dei laboratori dell’Fbi a risolvere il mistero.
Dasch aveva elencato sui fazzoletti i suoi contatti negli Stati Uniti con relativi indirizzi usando la fenolftaleina.
Nel tribunale speciale, l’accusa dimostrò che le spie usavano l’ammoniaca per “evidenziare” magicamente gli elenchi incisi sui fazzoletti bianchi. Due delle spie naziste furono giustiziate ed altri due condannati a lunghe pene detentive.
Il primo ad usare l’inchiostro invisibile (o simpatico) fu probabilmente lo scienziato ed ingegnere militare greco Filone di Bisanzio. Egli notò che in presenza di certi composti del ferro un estratto di galle di noce (quelle piccole escrescenze che si trovano sul tronco di querce e noci) assume un colore blu scuro-nero.
Filone osservò questo effetto probabilmente aggiungendo argilla all’estratto di galle. Da qui l’idea brillante del greco: perchè non scrivere con l’incolore estratto di galla e poi quando serviva “evidenziare” la scrittura con una soluzione minerale? Si trattava di una forma sicura e segreta per lo spionaggio ed i messaggi cifrati.

Im genere gli inchiostri simpatici derivano da due reagenti che producono un colore. A volte uno dei reagenti è il calore, si scrive il messaggio con una sostanza incolore e quando lo si vuole leggere lo si espone al calore. Un altro reagente molto comune è il succo di limone che pare fu usato con una certa frequenza durante la Rivoluzione francese. Alla bisogna è utile anche l’urina.
L’inchiostro simpatico più spettacolare è il Blu di Prussia che si forma per mezzo di una reazione chimica tra solfato ferrico e ferrocianuro di potassio.
Il messaggio segreto viene scritto con una soluzione di solfato ferrico e “rivelato” grazie al ferrocianuro.
Un altro sistema usato dai nazisti nella seconda guerra mondiale implicava la reazione chimica tra nitrato di piombo e solfuro di sodio.
Oswald Job, un’altra spia tedesca, fu condannata a morte nel 1944 quando gli furono trovate addosso le sostanze chimiche invisibili.
Adesso gli inchiostri simpatici sono stati sostituiti da sistemi più moderni ed efficienti per criptare messaggi segreti, ma indubbiamente il loro “fascino” è ancora parte integrante di un’epoca della nostra storia poi non cosi’ lontana.

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