Il Tex di Civitelli

Fabio Civitelli inizia a lavorare nel mondo delle nuvole parlanti alla giovanissima età di 19 anni e farà una lunga e promettente gavetta prima di approdare nell’ottobre del 1979, grazie ai buoni uffici di un suo amico e collega Fernando Fusco, alla Bonelli.
Inizialmente però disegna le storie di Mister No, dal 1980 al 1984 su sceneggiature di Castelli, Sclavi e Nizzi.
La sua definitiva affermazione però è dovuta al suo incontro con Tex che inizia a disegnare nel 1985 con la storia “I due killers” di Claudio Nizzi.
Da allora Civitelli è diventato una delle colonne portanti di Aquila della Notte, realizzando anche speciali di straordinario valore artistico come “Il mio Tex. La ballata di Civitelli e Verger” (2010) edito in sole 500 copie.
Nato a Lucignano, un piccolo paese della Val di Chiana, nel 1955 Civitelli ha assunto tra il 2005 ed il 2010 una dimensione internazionale grazie ad uno stile che cura con elegante pignoleria i dettagli ed un uso sapiente delle sfumature. Il disegno dal tratto pulito fa un uso frequente della tecnica “del puntinato”.
Il Tex di Civitelli è un mirabile compromesso tra la tradizione e l’innovazione della saga texiana, in grado di soddisfare quindi sia i fan più “tradizionalisti” che quelli che spingono verso una modernizzazione dei personaggi.
Il suo approccio al disegno è rigoroso e molto professionale, lui stesso nel corso di una delle sue tante interviste lo ha descritto:
“Quando mi arrivano il soggetto e la sceneggiatura di una nuova storia, per prima cosa me li leggo attentamente, prendendo appunti sul materiale iconografico che mi servirà, che poi cercherò tra i miei libri, su internet e visionando dei film western. A questo punto comincio a disegnare, una tavola per volta, che inchiostro subito, prima di passare alla successiva.
Uso carta Fabriano Tecnico 6 ruvida in formato A3, matite 0,5 mm di gradazione dura (2H o 3H) e pennelli Windsor & Newton n.1 e n. 2, con i quali eseguo il 90% dell’inchiostratura (compresi i palazzi, gli interni e le armi), aiutandomi con pennelli tagliati a metà, spugnette e pennarelli per i retini e gli effetti di luce”.

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