Il romanzo di una Diva

“Blonde” di Joyce Carol Oates è un’opera ibrida, a metà strada tra il biopic romanzato ed una vera e propria biografia alternativa della Diva per eccellenza del cinema: Marylin Monroe.
In oltre 700 pagine ci immergiamo nella vita di Norma Jean Mortensen Baker Monroe con una crudezza ed una partecipazione emotiva impossibile da raggiungere in una biografia più tradizionale.
Ed anche se a volte è quasi impossibile scindere romanzo da realtà la sensazione precisa che si avverte al termine una lettura coinvolgente e totalizzante è quella di essere riusciti a percepire almeno una parte dell’intimità di questa icona del cinema e del costume, cristallizzata nel tempo, dopo la sua morte a soli 36 anni il 5 agosto 1962.
La Oates con una scrittura cupa, a tratti scorbutica, trascina il lettore dentro la forza e l’insicurezza di Marylin, attrice a tutto tondo che doma e buca lo schermo, ma non riesce a trovare il suo posto nella vita reale, fino alla tragica conclusione nella camera da letto della sua casa di Brentwood, a Los Angeles, nuda con in mano la cornetta del telefono.

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