Da nana bianca a supernova: una fine con il botto!

Le nane bianche sono ciò che rimane di stelle molto più grandi esplose centinaia di milioni di anni prima. Mentre la stella esplodeva ha scagliato i suoi strati esterni in tutte le direzioni mentre il centro della stella si è fortemente compresso, diventando quella che chiamiamo una nana bianca.
Diventano un oggetto estremamente denso e caldo e solitamente impiegano svariati milioni di anni prima di raffreddarsi del tutto e diventare freddi e desolati oggetti vaganti per lo spazio.
Per avere un’idea della terribile densità di una nana bianca immaginate una palla da baseball riempita con il materiale della nana bianca, otterremmo una palla da baseball pesante oltre 200 tonnellate. Subito dopo le stelle a neutroni ed i buchi neri, in un’ipotetica classifica degli oggetti super densi, le nane bianche si piazzano al terzo posto.
Nonostante questa tremenda densità e questa tremenda pressione dentro queste stelle non avviene nessun processo di fusione, a meno che una nana bianca non si trovi relativamente vicina ad una gigante rossa.
In questo caso la nana bianca inizia a “nutrirsi” come un vampiro dello spazio della gigante rossa.
Sopraffatta gravitazionalmente dalla nana bianca gli strati esterni della gigante rossa mentre ruota intorno alla piccola, densissima e letale compagna, iniziano a sfilacciarsi in lunghe strisce di plasma luminoso ed incandescente che vengono letteralmente divorati dalla nana bianca.
Lo spaziotempo viene scosso dalla danza della morte tra le due stelle e si producono quelle increspature che chiamiamo onde gravitazionali.
La nana bianca acquista progressivamente peso fino a raggiungere la massa soglia pari al 140% della massa solare. A quel punto la pressione del suo nucleo è sufficiente ad innescare un’ultima tremenda reazione a catena che porta alla deflagrazione della nana bianca.
L’esplosione è cinque miliardi di volte più luminosa del Sole!
Un modo spettacolare per uscire di scena.
Queste esplosioni si chiamano supernove di tipo 1A e si verificano mediamente una volta al secolo in ogni galassia.
Per gli astronomi sono una vera e propria manna dal cielo, avvengono sempre nello stesso modo quando una nana bianca che si nutre di un’altra stella, raggiunge il 140% della massa solare e produce sempre la stessa luminosità, cinque miliardi di volte quella del Sole.
Quindi, un po’ come per le Cefeidi, sono oggetti estremamente utili per misurare distanze e scandagliare le distese più profonde dell’universo.

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