Dennis Avner, l’Uomo Gatto

L’antropocentrismo occidentale ha collocato l’animale come un essere inferiore a disposizione dell’uomo. Eppure vista da un’altra prospettiva la vita animale risulta essere una vita piena, inaccessibile per l’uomo, regolata dalla forza invincibile dell’istinto e della Natura.
La vita umana invece appare come una vita menomata, soggetta alle Leggi della Cultura e inesorabilmente separata dalla Natura.
Per liberarsi da queste costrizioni che la Civiltà ci impone, alcuni perversi e psicotici tendono ad un’identificazione ossessiva con la vita animale.
E’ quanto accaduto ad uno dei mediaticamente più famosi di essi: Dennis Avner, meglio conosciuto come l’Uomo Gatto.
Nato da genitori nativi del Nord America, ed in particolare delle tribù degli Uroni, fin da giovanissimo Avner senti l’impulso irresistibile di assomigliare al suo animale totemico: la tigre.
A 23 anni si era fatto fare il primo tatuaggio: delle strisce di tigre sulla pelle. L’inizio di un’interminabile (e dolorosissima) serie di operazioni chirurgiche e modifiche del corpo che gli costarono complessivamente oltre 100 mila dollari.
Nel corso degli anni Avner si fece impiantare unghie lunghe e denti da felino, imbottire di silicone per modificare profondamente i connotati del volto, aggiungere piercing alla bocca ed al naso per fissare delle vibrisse artificiali.
Ben presto questo singolare e tormentato personaggio divenne un caso mediatico e numerose furono le sue apparizioni in televisione e sui giornali. Nel 2009 entrò anche nel Guinness dei primati. La fama però non lo salvo’ da una depressione sempre più forte e nel 2012, all’età di 54 anni, Dennis Avner, l’Uomo Gatto si suicidò nella sua casa in Nevada. Le sue amati tigri, in cattività potevano arrivare a 25 anni di vita, lui ne aveva vissuti, infelicemente poco più del doppio.

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