Cosa hanno in comune la cometa 67P ed una protostella binaria distante 400 anni luce?

Cosa hanno in comune la cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko che orbita intorno al sistema solare ogni 6,45 anni, raggiunta dalla sonda Rosetta nel 2014 e una protostella binaria, formata cioè da due masse di gas e polveri in fase di contrazione, durante uno degli stadi primordiali della formazione di un sistema binario di stelle?

Secondo uno studio pubblicato su Nature Astronomy hanno in comune la presenza di clorometano (CH3Cl), o Freon-40.
Nello spazio sono stati individuati circa 200 sostanze chimiche diverse ma questa è la prima volta che sono rilevati composti organoalogenati, una categoria di cui fanno parte tutte le molecole formate dagli elementi della tavola periodica noti come alogeni – fluoro, cloro, bromo e iodio – legati al carbonio.

Questi composti che sono usati nelle produzioni industriali come solventi, sgrassanti e plastificanti ed in agricoltura come pesticidi presentano effetti nocivi sia per l’ambiente che per l’uomo. Uno di questi composti il clorometano è il più abbondante organoalogenato nell’atmosfera terrestre è sintetizzato per via naturale, attraverso processi biologici e geologici e quindi si distingue da tutti gli altri.

Per questo la presenza di clorometano nello spazio è stata considerata come una possibilità di presenza biologica, adesso la scoperta di questi composti nella cometa ma soprattutto nella protostella binaria, distante 400 anni luce da noi, inducono a riconsiderare la presenza di questo composto chimico come una possibile traccia di presenza di vita.

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